31 Dicembre 2013

by nikita


2013/12/13, 10:00



4291109368 b9c4f3dec4 zOggi si chiude un altro anno, è tempo di bilanci. Ormai vivo in Moldova da quasi quattro anni. Sono tanti o pochi, ognuno tragga le sue conclusioni. Non ho particolari nostalgie dell’Italia, in Moldova mi trovo bene, mi sono ambientato, adeguato. Ho ripetuto il “ritornello” tante volte: l’importante è sapere cosa vuoi e di cosa hai bisogno per sentirti bene e fare la scelta di conseguenza.

Non mi sono mai pentito neanche di un secondo di essermi trasferito in questo paese, l’ho fatto dopo aver ponderato ed analizzato la scelta per anni, soppesando tutti i pro e i contro. Deluso? Voglia di tornare indietro? Nostalgia dell’Italia? Assolutamente no.
Vivendo in questo paese ho avuto esattamente quello che immaginavo e cercavo. Niente di più e niente di meno. Anzi, forse, qualcosa in più. In Moldova ci sono problemi per gli italiani che intendono viverci stabilmente? Bella scoperta! La Moldova non è l’Italia, su questo non ci piove! L’importante è ricrearsi in questo paese le condizioni ottimali per vivere bene, avere la possibilità di coltivare i tuoi hobbies, soddisfare le tue necessità, fare una scaletta delle priorità e agire di conseguenza.

In Moldova il clima è più freddo? C’è la “seliotka” invece delle triglie e delle sogliole? Il pane di “Franzeluza” è un malloppo indigeribile? La notte devi girare con la pila altrimenti cadi nei tombini aperti? La gente mangia l’aglio crudo per curarsi il raffreddore? Chissenefrega! Le priorità sono altre.

Tanto per fare un esempio banale: sono un appassionato cinefilo da bambino, particolarmente di film western americani e di Totò, posso dire di averli visti tutti, ebbene, ho una collezione di circa duecento films che ogni tanto mi rivedo. Per far ciò devo vivere per forza in Italia? Non posso farlo anche in Moldova?

Intendiamoci bene, in questo paese non vivo rinchiuso in una palla di vetro, sono consapevole dei problemi gravissimi che i moldavi sono costretti a vivere quotidianamente, la gente soffre, c’è una allarmante povertà diffusa. Me ne rendo conto, ma non posso far niente per alleviare queste sofferenze. Spendo la mia piccola pensione in questo paese, è tutto quello che posso fare, sono un pensionato, non ho denari da investire. Lo confesso con grande rammarico: non ho una particolare predisposizione al volontariato. Le mie condizioni di salute non me lo permettono. Faccio quello che posso, cioè niente o quasi. Me ne dispiace e me ne dolgo. Sinceramente non aspiro ad assurgere nel regno dei cieli e sedere alla destra dell’Onnipotente, mi accontento di molto meno. So benissimo che dopo morto andrò all’inferno, l’unica cosa che mi preoccupa fin da adesso e che non sopporto il caldo, le “fiamme eterne” mi creerebbero qualche fastidio, però mi conforta l’idea che là troverò tanti amici ad aspettarmi.
Buon anno a tutti!

 Nikita 


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