Bilinguismo imperfetto

by nikita


2010/03/27, 10:00



linguamoldavaPer strada quando sento i bambini di tre-quattro anni parlare russo mi vengono i brividi!
Non per la lingua in sè, per l’amor di Dio, il russo è la lingua di Dostoievski, Cekov, Puskin, una lingua colta senza alcun dubbio, ma per il “problema irrisolto della lingua” che affligge il paese Moldova da tempo. Io credo che la Moldova sia l’unico paese al mondo dove non sai in quale lingua devi comunicare con il tuo interlocutore occasionale. Russo? Romeno? Moldavo?

In Moldova ci sono i “vorbitor“: moldavi che parlano abitualmente lingue diverse da quella riconosciuta nella Costituzione. Una sorta di babele di lingue! Ci sono, ad esempio, cittadini moldavi che non parlano romeno (lingua di stato) ma il russo. Di contro, non esistono moldavi di etnia (accidenti a questa etnia!) romena che non parlano la lingua russa, semplicemente perchè sono stati obbligati ad impararla. Ma non è stato così per alcuni “vorbitor” di lingua russa, loro si sono sempre rifiutati sdegnosamente di imparare il romeno. Parlo dei cosiddetti “irriducibili”.

Conosco diverse famiglie russofone che si rifiutano pervicacemente di insegnare il romeno ai propri figli o nipoti, sono culturalmente refrattari al bilinguismo, considerano il romeno poco più che un dialetto. A parte la questione della lingua che è pur sempre importantissima, ad aggravare di più la situazione è che queste famiglie si rifiutano di trasmettere alla propria prole le benchè minime nozioni di cultura moldo-romena: leggono autori russi, ascoltano musica russa, seguono le tradizioni russe. Così facendo, il bilinguismo perfetto, che sarebbe poi l’unica via d’uscita della società moldava, si allontana sempre più. L’antagonismo verso la cultura e le tradizioni moldave cresce sotto la spinta di un arroccamento sulle proprie posizioni, sul rifiuto di accettare “l’altra” cultura come un arricchimento, un qualcosa in più. Questi “nostalgici irriducibili” non sono altro che stranieri in patria. I cittadini che sono nati e cresciuto nel territorio, nazione, patria, che va sotto il nome di Moldova, sono moldavi. E’ la legge dello jus soli.

Molti moldavi di mia conoscenza affermano orgogliosamente di essere russi. Si aggrappano pervicacemente a un refuso della legislazione in vigore nell’ex URSS, confondono l’etnia con la nazionalità, due concetti ben diversi. I sovietici specificavano nei documenti di identità, per ovvi motivi, l’etnia di provenienza perchè l’URSS era una babele di nazionalità e etnie diverse.

Oggi, nel XXI° secolo, a venticinque anni dall’implosione della URSS, a qualche moldavo, non pochi a dir il vero, fa comodo affermare di essere “russo”. Sono arrivato alla conclusione che in costoro prevalgono sentimenti contrastanti di rivalsa e di vergogna, si rifiutano di ammettere di essere cittadini di un piccolo e povero paese sconosciuto ai più. Molto più gratificante affermare orgogliosamente di essere figli della grande madre, matrigna più che altro, Russia.

Spesso conversando con questi “russi” rivolgo la stessa domanda:
– Ma tuo figlio non dovrà crescere in Moldova, come farà con il lavoro e rapporti interpersonali se conosce solo il russo?
Mi viene quasi sempre risposto:
– Mio figlio andrà a studiare e lavorare in Russia, non rimarrà certo qui.
– Sì, ma fino a quando? Chi ti assicura che anche in Moldova, sotto la spinta dei partiti filo romeni, non si vareranno leggi restrittive sulla falsariga di quelle dei paesi baltici, tanto per fare un esempio? Cosa farai tu e tuo figlio se ciò dovesse accadere? Non sarebbe bene insegnare a tuo figlio/nipote le due lingue, il russo e il romeno, i bambini apprendono facilmente le lingue.
– Puah…il romeno! Non mi piacciono i romeni, sono zingari!
Discorso chiuso.

Nikita

   


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