Nea Marin e i tre gorilla

2015/12/31, 06:24


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Per salutare il vecchio anno che se ne va con un sorriso ho pensato di pubblicare questa gustosa storiella. Ai pazienti lettori che mi hanno accompagnato in questo anno la scelta di credere se è una storia vera o un parto della mia fervida fantasia. Il soggetto della storia calza a pennello con la tradizione dei moldavi di rifarsi al calendario cinese a fine anno. Il 2016 sarà l’anno della scimmia in Moldova.

In occasione delle festività natalizie l’Ambasciata Americana in Moldova ha fatto arrivare nel paese un grande circo, il Circo Barnum, per una serie di spettacoli. Il circo ha piazzato la sua grande tenda nella periferia di Chisinau, nel quartiere di Durlesti. Per la manutenzione ordinaria e lavori vari il circo ha assunto un centinaio di operai moldavi.

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L’anno che verrà

2015/12/29, 07:11


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Il prossimo anno, il 2016, sarà l’anno della scimmia in Moldova. Ho cercato da anni, senza riuscirci peraltro, di capire come mai in Moldova si segue il calendario cinese. Nel 2016 i moldavi si regaleranno una scimmia come portafortuna, visto come è andata negli anni precedenti forse è meglio abbandonare questa stramba tradizione. Per le feste e ricorrenze in Moldova si seguono due calendari, quello Giuliano e quello Gregoriano, a fine anno quello cinese. Per quanto riguarda i calendari e le feste i moldavi non si fanno mancare niente!

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Sulla pelle dei bambini

2015/12/21, 06:27


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Sono appena rientrato dall’Italia. Ho trovato un nuovo problema. Un problema molto diffuso a Chisinau: vogliono costruire un condominio di neve piani su un pezzo di terra a cinque metri da casa mia adibito ad area giochi per bambini. Da anni pendeva questa minaccia ora si è fatta concreta.
Negli anni 50-60 i sovietici costruirono a Chisinau quei palazzoni tetri e spartani che si possono osservare nei quartieri periferici della capitale; i tovarish non avevano certo il pallino del comfort, badavano al sodo, si preoccupavano di dare un tetto e quattro mura alle tante famiglie che si trasferivano dalla campagna per lavorare nelle fabbriche.

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La strana notte di Igor Plamadeala

2015/11/29, 06:13


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Tutti i sabato sera Igor Plamadeala si incontrava con l’amico Mihai per bere un bicchiere e fare due chiacchiere. Tiravano fino a tardi fra un bicchiere e l’altro. Spesso a Igor gli capitava di bere qualche bicchiere di troppo e, tornare a casa in macchina, non era impresa facile.
Quel venerdì aveva come al solito esagerato con la vodca: si alzò dal tavolo con la testa che girava vorticosamente e le gambe malferme. Raggiunse a fatica la sua auto e partì. Il tragitto fino a casa lo conosceva a memoria, guidava meccanicamente, a occhi chiusi. Quella notte non aveva gli occhi chiusi ma aperti, ma ci vedeva ben poco, oltretutto quel poco che vedeva era tutto confuso. Nell’imboccare una strada poco illuminata dopo una curva pericolosa venne fermato da una pattuglia della polizia della strada. Igor accostò disciplinatamente e aprì il finestrino. Si avvicinò un poliziotto con la giacca gialla fosforescente.

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La collettivizzazione delle menti e delle latrine

2015/11/25, 06:19


bagli alla turca

In passato varie volte mi sono occupato delle classifiche più strambe dove viene menzionata la Moldova. Il paese delle dolci colline compare spesso in classifiche che organizzazioni più o meno serie stilano per analizzare stili di vita o, peggio, problemi sociali. In tanti anni ne ho viste di tutti i colori!
Un giornale autorevole inglese, The Guardian, mica pizza e fichi, ha stilato una classifica dei paesi nei quali i cittadini sono “without safe and private toilets”, tradotto “sono senza libero e privato accesso ai bagni”. E’ un garbato e grazioso eufemismo per dire che non hanno un bagno privato.

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Vivere e morire in Moldova

2015/11/23, 06:42


morte

Indro Montanelli diceva di non aver paura della morte, ma di morire. Non vorrei tediare avventurandomi in un discorso macabro ma, vista l’età non proprio di primo pelo, ne posso parlare con cognizione di causa. Il tono lugubre non mi si addice, preferisco trattare l’argomento con uno stile che mi è più congeniale.
Ci sono diversi modi per lasciare il mondo dei vivi, il più diffuso è senza dubbio quello di morire di vecchiaia o, in second’ordine, di malattia. Spesso i due modi coincidono. Scegliere il modo di lasciare le sciagure di questo mondo è un privilegio di pochi, possiamo scegliere come vivere ma non possiamo scegliere come morire. Però, chi ha deciso di vivere in Moldova ha molte più probabilità di morire in modo strambo. Ma non riesco a pensare a questa opportunità come ad un privilegio. La vita per un italiano in Moldova ha molti aspetti insoliti che arrivano fino… alle sue fasi finali.

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Le caravelle

2015/11/16, 05:51


caravelle

Qualcuno, come il sottoscritto, ha scelto la Moldova come “buen retiro” dove trascorrere gli anni della pensione. Non siamo in molti, forse qualche decina. Alcuni li conosco personalmente, altri so che ci sono ma si “nascondono” nella galassia dei villaggi, lontani dal rutilante mondo della capitale.
Chi ha preso questa decisione qualche anno fa ha fatto le sue considerazioni, ha esaminato tutti i pro e i contro ed è giunto alla conclusione che valeva la pena tentare. Pur con mille dubbi e titubanze. Diciamola tutta: non si decide di lasciare l’Italia per trasferirsi in Moldova a cuor leggero, non è una decisione facile da prendere, tutt’altro. Qualche anno fa sembrava una scelta bizzarra, incomprensibile. Ha influito non poco sulla decisione la moglie/compagna moldava.

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Problemi di lingua

2015/11/12, 05:40


russo

In una bella mattina di novembre passeggiavo con mia moglie in un viale vicino casa. Mentre la mia consorte guardava affascinata una vetrina, io bighellonavo là intorno annoiato. Mi si avvicina un vecchietto che si reggeva appoggiandosi a un bastone.
– Vremia… – mi fa indicandomi l’orologio che portavo al polso. Non conosco la lingua russa se non in poche espressioni, le più comuni, ma avevo capito che il vecchietto mi aveva chiesto l’ora.
– Doisprezece… – rispondo io in romeno. Le dodici in Italiano. Il mio orologio da polso segnava le dodici in punto. Ho risposto in romeno, una lingua che conosco abbastanza bene, che poi è la lingua ufficiale riconosciuta in Moldova, almeno, così è scritto nella Costituzione dal 2013. Una lingua che tutti i cittadini della Repubblica di Moldova dovrebbero conoscere.

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La seconda volta

2015/11/10, 06:01


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Alle due di notte del 10 Novembre del 2010 ho avuto l’infarto. Esattamente cinque anni fa. Avevo un forte dolore al petto, il respiro affannoso e sudavo freddo. Mia moglie ha telefonato al 903, sono arrivati dopo dieci minuti. Mi hanno fatto l’elettrocardiogramma, le mie condizioni sono apparse subito gravi. I vicini di casa hanno aiutato il dottore per portarmi fino all’ascensore. Di corsa verso l’ospedale, il N°3, nel mio quartiere.

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Il pizzo

2015/11/09, 06:15


pizzo

La famiglia Covalciuc di Soroca, Moldova, dopo sedici anni di lavoro in Spagna decide di rientrare in patria e aprire una piccola attività imprenditoriale per guadagnarsi da vivere e sostenere la famiglia. Investono una somma consistente guadagnati con lacrime e sangue per aprire una officina da gommista a Soroca, la loro città. Da subito cominciano i problemi per la famiglia Covalciuc, nella loro piccola attività imprenditoriale è un via vai quotidiano di personaggi che chiedono mazzette adombrando irregolarità che di fatto non sussistono al solo scopo di spaventare i titolari e costringerli a pagare.

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