Spaghetti a mezzanotte

2015/10/05, 06:35


puttanesca

Tira brutta aria per i ristoranti italiani in Moldova. Nubi nere minacciose si addensano sui “capitani coraggiosi” che sfidando la sorte avversa hanno investito denari per aprire ristoranti nel paese delle dolci colline. A scanso di equivoci dobbiamo fare anzitutto una distinzione: in Moldova ci sono ristoranti italiani, con cuochi italiani, gestiti da italiani che hanno nel menù piatti della tradizione culinaria del bel paese e ristoranti “italiani” sedicenti tali gestiti da moldavi con in cucina un “bucatar” moldavo con vaghe e approssimative cognizioni di cucina italiana. La precisazione è doverosa perché l’arte culinaria non si improvvisa, la ristorazione non è un semplice mestiere o un investimento economico, richiede preparazione, vocazione, fantasia creativa, professionalità.

Leggi tutto




In vino veritas

2015/10/03, 07:30


amicodibevute

I latini coniarono questo proverbio per dire che chi ha bevuto qualche bicchiere di vino è portato a dire la verità. Stamane ho voglia dirla io la verità anche se, vista l’ora, al massimo ho preso un caffè.
Ieri sono stato invitato a presenziare ad una conferenza per la pubblicazione di una guida dei vini moldavi. L’autore dell’opera è un mio amico da lunga data, Carlo Policano. Un italiano ha scritto e pubblicato con anni di lavoro una guida dei produttori vitivinicoli della Moldava. Già questa notizia dovrebbe far sobbalzare sulla sedia i lettori! (altro…)

Leggi tutto




L’albero di Mihai

2015/09/30, 05:43


albero

In un piccolo villaggio sperduto della Moldova, Carpineni, la maestra ha chiesto ai suoi scolari di disegnare l’albero genealogico della propria famiglia e scrivere un compitino a commento del disegno. Una volta eseguito il lavoro la maestra ha chiesto ai bambini di presentare ai compagni il compito. I bambini a turno si sono alzati per illustrare il lavoro svolto e rispondere alle domande della maestra.
Quando è arrivato il turno di Mihai, il bambino si è alzato in piedi ed ha fatto la presentazione del suo “albero” con una semplice frase: “Io sono dal distretto di Cimislia, villaggio di Topala, sul tronco del mio albero c’è scritto: Non ho madre, non ho padre e su uno dei rami c’è scritto il nome di mio fratello Igor”.

(altro…)

Leggi tutto




La kasha

2015/09/27, 05:49


index

Da quando anni fa ho messo piede sui marciapiedi sconnessi di Chisinau mi sono chiesto se mai mi sarei integrato in un paese dove il piatto consumato abitualmente dai suoi abitanti era una zuppa di verdure. Il mio pessimismo precipitò nello sconforto quando seppi che al mattino invece di consumare un caffè, un cappuccino o un thè come accade in quasi tutto il mondo, i moldavi mangiavano un pappa di cereali, una pestifera pappetta dal nome kasha.
Per kasha s’intende una specie di polenta di cereale bolliti nell’acqua condita, ma non sempre, con una noce di burro. In Italia si chiama semolino, in Inghilterra porridge, ma trattasi, aldilà dei nomi, di una pappa insipida, mia nonna buonanima la mangiava spesso perché era rimasta praticamente senza denti.

(altro…)

Leggi tutto




La krushovka

2015/09/23, 05:54


images

Quando negli anni quaranta arrivarono i sovietici in Moldova sorse il problema di dare una casa, un tetto, alle tante famiglie di moldavi che lasciavano i villaggi per confluire nella capitale e in altre città per lavorare nelle fabbriche. All’epoca in Moldova si costruivano le case in gran parte con il lut, una malta fatta con una terra speciale, paglia di grano e sterco di cavallo (non ci volevo credere ma pare sia vero!), poi il tutto veniva calpestato e con l’impasto ottenuto si riempivano dei stampi a forma di mattone. La case in campagna e in città venivano costruite con questi “mattoni”, almeno quelle dei contadini e persone meno ambienti che poi era la gran parte della popolazione. Solo i ricchi, pochi a dire il vero, si costruivano le casa con i veri mattoni.

Leggi tutto




Il fiammifero

2015/09/21, 07:16


index

Un mio amico che vive e lavora da molti anni in Moldova un giorno mi ha detto:”I moldavi sono un popolo triste”. Sara vero? Certo, parlare con un moldavo, e qui sono costretto a generalizzare, non è il massimo del godimento, dell’allegria! Ho partecipato in varie occasioni a convivi e incontri di vario tipo con amici moldavi e devo ammettere che non mi sono mai sbellicato dalle risate. Troppo diversi dal punto di vista culturale e temperamentale per trovare una intesa seppur momentanea.
Senza voler fare lo psicologo da quattro soldi, sempre a mio modesto parere, il moldavo di una certa età, sui giovani non mi pronuncio, è di carattere essenzialmente triste, chiuso, malinconico, poco incline al lasciarsi andare alla risata, ti dà sempre l’impressione che pensi…”vediamo questo dove vuole andare a parare”. L’interlocutore occasionale difficilmente ti mette a proprio agio, cerca in quello che dici la contraddizione, l’antinomia, la discordanza per poter poi rifugiarsi nella vecchia mentalità di stampo sovietico dove tutti gli stranieri erano considerati dei “nemici”, quindi da trattare con sospetto e circospezione.

Leggi tutto




La diaspora

2015/09/18, 06:50


plecarea

In questi giorni stiamo assistendo all’esodo dei siriani che fuggono dalla guerra, una tragedia immane di milioni di persone che abbandonano il proprio paese per trovare rifugio in Europa. I moldavi, venti anni fa, hanno vissuto qualcosa di simile non per fuggire da una guerra ma per fuggire dalla miseria e dare un futuro migliore ai propri figli. Anche i moldavi, come i siriani, si sono “rifugiati” in altri paesi sfidando le leggi restrittive dell’epoca.
Il 29 Novembre 1993, una giorno difficile da dimenticare per i moldavi, ci fu la notte che cambiò la loro vita, in quel tragico mattino di autunni inoltrato si ritrovarono senza un soldo, una vita di risparmi e sacrifici vanificata da una sciagurata decisione del governo di allora: nella notte ci fu il passaggio dal coupon al leu. Qualche mese prima c’era stato il passaggio dal rublo al coupon. Ancora oggi, a distanza di ventidue anni, ripensando a quel tragico giorno, molti moldavi più in là con gli anni versano lacrime amare. Chi aveva depositato in banca o aveva in casa un piccolo risparmio di 1000, 2000 rubli, una piccola fortuna all’epoca, si ritrovò con 1 o 2 lei. Un disastro economico che gettò la gran parte della popolazione nella miseria più nera!

Leggi tutto




Resistere, resistere, resistere!

2015/09/14, 06:34


index

La protesta in piazza prosegue. Ormai sono diversi giorni che i “rivoluzionari” dormono nelle tende. Il freddo dell’inverno moldavo è alle porte. La situazione è in una fase di stallo. Tutte le rivendicazioni della piazza non sono state prese in considerazione dalla controparte. Per quanto tempo ancora si può andare avanti così?
La strategia della controparte è chiara ormai: giocare sul tempo che trascorre a loro favore, aspettare che la protesta si esaurisca da sola, non prendere nessuna iniziativa, trasformare i protestanti in una sorta di assediati.

(altro…)

Leggi tutto




Prima che sia troppo tardi

2015/09/10, 06:28


hg

Sono ancora lì. Dopo quattro notti passate all’addiaccio sono ancora lì. Nella grande piazza sono state installate più di centocinquanta tende. E’ la gente moldava che è stanca di essere sfruttata, derubata, presa in giro da una classe politica corrotta. In quella piazza e sotto quelle tende c’è la parte migliore della Moldova, quella che ha deciso di andare fino in fondo, di non arrendersi all’autocommiserazione, al vittimismo, al fatalismo endemico che ammorba questo paese. Quella gente moldava che ha deciso di agire finalmente!

(altro…)

Leggi tutto




Il cane abbaia e la carrozza passa?

2015/09/07, 06:23


ae5e45bb318f176827d32ef2df200035

Dopo un lungo sonno finalmente il popolo moldavo si è risvegliato. Ieri nella grande piazza della capitale si è svolta una grande manifestazione di protesta con almeno centomila persone. La più grande manifestazione da quando la Moldova è diventata indipendente. Anche se sono uno straniero non posso rimanere insensibile a un evento di tale portata, il mio diario non sarebbe credibile.
Ieri centomila persone hanno chiesto le dimissioni del governo e una lunga lista di istituti governativi. Chiedono di vivere in un paese normale, senza l’oppressione di un gruppo di potere che ha affamato il popolo arricchendo sulla pelle di milioni di indigenti costretti a emigrare per sfamare i propri cari.

(altro…)

Leggi tutto