Scuole a confronto

2016/08/23, 06:06


bambiniascuola

Fra pochi giorni riapriranno le scuole in Moldova. E’ stato lanciato il rituale grido d’allarme: gli alunni iscritti sono ogni anno di meno. La causa? Emigrazione di massa. Non solo gli insegnanti disposti a lavorare nella scuola sono sempre meno, quest’anno su 1252 cattedre a disposizione mancano 600 docenti e non si sa come reperirli. L’insegnamento non è certo un lavoro ambito da queste parti, le cattedre sono sempre più vuote. In pochi sono disposti a fare l’insegnante guadagnando un salario da fame. Conosco docenti che preferiscono fare le badanti in Italia che occupare una cattedra al liceo.

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Il brivido su due ruote

2016/08/22, 06:29


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Sui giornali locali spesso si legge di morti ammazzati mentre andavano in bicicletta o sulla moto. La notizia potrebbe non apparire così straordinaria, in occidente la cronaca è piena di questi incidenti, ma qui colpisce se si pensa che a Chisinau circolano pochissimi ciclisti e ancor meno motociclisti. Il rapporto fra le bici e moto circolanti e il numero degli incidenti fa della Moldova un paese a rischio per chi vuole viaggiare su due ruote.

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Senza peli sulla lingua

2016/08/19, 06:07


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E’ difficile trovare in altri paesi i “vorbitor“, cioè “parlatori” di una determinata lingua che non è quella riconosciuta come lingua di stato. Qui in Moldova ce ne sono almeno un paio di varianti. E’ un pasticcio tipico che riguarda un po’ tutti i paesi che una volta facevano parte dell’URSS. Per quanto riguarda la lingua, in Moldova la confusione regna sovrana perchè non sai mai in quale idioma puoi comunicare con il tuo interlocutore occasionale, se in romeno o in russo. Oltretutto sono due lingue con regole e assonanze completamente diverse. E’ dire che nella Costituzione moldava si dice espressamente e senza ombra di dubbio che la lingua ufficiale è quella romena. Fino a quattro anni fa era quella moldava che di fatto non esisteva, cosa che contribuì non poco ad alimentare la confusione che già era tanta.

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CNA

2016/08/17, 05:05


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L’acronimo CNA, Centro Nazionale Anticorruzione, sta ad indicare qui in Moldova l’istituzione più importante per combattere la corruzione. La mazzetta, mita che dir si voglia, è un male endemico che penalizza la società moldava e toglie risorse importanti all’economia del paese. Il primo problema da risolvere per i moldavi, e non solo, è la lotta alla corruzione per una eventuale adesione del paese all’Unione Europea. A questo proposito è stato allestito un pool di magistrati, il CNA appunto, per risolvere il problema. Le malelingue dicono che i componenti del CNA sono tutti al libro paga dell’oligarca di turno. Desta anche qualche perplessità e imbarazzo le strategie usate da questi magistrati per scovare e punire chi arricchisce sulle spalle della povera gente, sono in molti a pensare che la prestigiosa istituzione colpisce solo i poveri cristi e i politici scomodi.

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Un giorno come un altro

2016/08/12, 05:35


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Sta per arrivare il 15 agosto e si ripresenta il solito dilemma: organizzare convivi all’italiana o far finta di niente alla moldava? Riusciranno i pochi italiani residenti in Moldova a considerare il Ferragosto un giorno qualsiasi? Sarà il giorno della festa all’aria aperta e il giorno in cui tutti sono in ferie? Sono queste le domande che assillano lo sparuto gruppo di figli del bel paese che si aggirano disorientati in questi giorni di afa nei viali alberati di Chisinau.

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Dal funerale all’ospedale

2016/08/08, 05:21


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Non bisogna certo venire in Moldova per essere ricoverato in ospedale con una intossicazione alimentare, d’estate specialmente il pericolo di essere infettati dalla salmonella non conosce confini. Ma proprio ieri le cronache locali riportano la notizia che ben 64 persone, fra cui 10 bambini, sono state ricoverate in ospedale per sospetta infezione da salmonella. Nei mesi estivi in Moldova è abbastanza frequente leggere notizie in tal senso, di banchetti dove i partecipanti finiscono in ospedale per intossicazione alimentare. Vista la premessa qualcuno si chiede dov’è la notizia.

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Canicula

2016/08/05, 06:32


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In questi giorni di piena estate anche nella fredda e continentale Chisinau si raggiungono temperature elevate. E’ la solita breve estate moldava con i suoi giorni di afa che qui chiamano “canicula”. Per alcuni giorni si boccheggia come sulle calde rive del Mediterraneo e la notte ti copri con un lenzuolo che al mattino diventa un sudario come la Sacra Sindone. Sono le bizzarrie climatiche del surriscaldamento globale che non lascia in pace nemmeno la piccola Moldova.

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La storia di Alina

2016/08/03, 06:40


E’ la storia vera di Alina. Mi è stata raccontata da lei, una delle tante storie che meritano di essere raccontate.

Siamo nel 2001, Alina ha ventinove anni, è sposata con Radu e hanno una bambina di otto anni, Corina. Si sono sposati a venti anni, il solito matrimonio precoce per rispettare la tradizione e soddisfare le aspettative dei genitori. Una bambina da crescere, da subito devono affrontare difficoltà economiche, ad aggravare la situazione la scarsa voglia di Radu di lavorare, preferisce i “taifas” con gli amici. Alina fa la cameriera, è difficile tirare avanti con i pochi lei del suo salario.

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Il calcio negli stinchi

2016/08/01, 05:49


ditoinbocca

In Moldova ci sono usi e costumi considerati “strani” da noi italiani. Sarebbe troppo lungo e tedioso star qui a fare l’elenco delle cosiddette “stranezze”, mi limito solo a citarne una: i moldavi considerano il ciucciarsi le dita a tavola una volgarità, un segno di maleducazione, un gesto greve, forse uno dei più riprovevoli. Forse hanno ragione, a pensarci bene non è poi così fine leccarsi le dita davanti ai commensali, però, dai, non al punto di suscitare reazioni schifate!

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Il marito preoccupato

2016/07/29, 05:42


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I moldavi, o buona parte di essi, sognano di andar via, di partire in cerca di fortuna all’estero. La mancanza di lavoro, i salari da fame, prezzi dei beni di consumo ormai a livelli occidentali: la soluzione per molti è lasciare coniuge e figli e partire. Si parte, nella maggioranza dei casi, verso la Russia, paese di cui si conosce lingua e abitudini e di facile inserimento. Si lavora tre mesi per poi tornare per qualche giorno per aggirare la legge restrittiva. In Russia emigrano donne e uomini mentre verso l’Europa, Italia in particolare, nella stragrande maggioranza dei casi le donne. I mariti restano ad accudire la prole e a ritirare ogni mese gli euro che manda la moglie. Mariti e mogli si incontreranno nel periodo pasquale oppure in agosto quando in Italia vanno tutti in ferie. (altro…)

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