Miseria e nobiltà

2016/02/02, 06:04


prodanesti

La foto qui di fianco l’ho scattata in un piccolo villaggio moldavo. Niente di straordinario, un villaggio come ce ne sono tanti e una stradina come tante in Moldova. Una stradina fangosa dove si affonda fino alle caviglie dopo una pioggia. E’ la strada dove vive mia suocera di ottantadue anni, la strada principale passa a poche decine di metri. La stradina  nella foto, in un villaggio dimenticato da tutti, racchiude un microcosmo con tutte le contraddizioni, le miserie e, nello stesso tempo, le virtù del paese.

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In memoria di un’amica

2016/01/29, 06:33


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Pochi giorni fa ci ha lasciato una cara amica. E’ morta dopo diversi mesi di sofferenza per un cancro. Irina, nome di comodo, era venuta in Moldova dalla Russia con la sua famiglia negli anni 50 per “risollevare le sorti della povera Moldova”.

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L’acqua è ancora troppo fredda

2016/01/26, 06:15


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Da qualche anno una magica parolina sta avendo molto successo in Moldova, è diventata una sorta di mantra, un tormentone. I politici locali ne fanno un uso smodato, alla stregua della vodka. In tutti i talk show televisivi la magica parolina imperversa incontrastata, spesso pronunciata per carpire simpatie. La magica parolina è “Europa”. 
Essere europei, o sembrare tali, è di gran moda nel paese delle dolci colline, come i jeans attillati e il tacco dodici. L’Europa è stata sempre per i moldavi un sogno come l’isola che non c’è, un luogo ameno dove il denaro cresce sugli alberi. Quando un politico locale vuole apparire moderno, di larghe vedute, diverso dallo stereotipo del politico moldavo dal collo taurino incline alle bevute nelle saune e al “pahar de vin” si autodefinisce gonfiando il petto “europeo”.

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Nessuno tocchi Mihai

2016/01/23, 05:56


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Ieri l’altro Mihai Ghimpu, il leader del PL moldavo, è stato picchiato dai manifestanti all’uscita del Parlamento dove poche ore prima era stata votata la fiducia al governo di Pavel Filip.

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Cattedre vuote

2016/01/20, 06:39


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Il caso ha voluto che in Moldova abito vicino a una scuola. Dalla mia finestra vedo tutte le mattine i ragazzi che si affrettano per entrare in classe. Non ho nessuna nostalgia della scuola anche se sono stato seduto in cattedra 37 anni. Sono stato collocato in quiescenza nel 2010 con mia grande gioia e liberazione. Quiescenza è una parola derivata dal latino che si usa nel linguaggio burocratico per definire chi va in pensione. In italiano stretto essere in “quiescenza” significa essere a riposo, inattivo; chi è in “quiescenza” è colui che è in uno stato di quiete, che ha cessato ogni attività. Questo termine calza a pennello con il mio status attuale. Con la scuola è stata una separazione consensuale, eravamo stufi l’uno dell’altra.

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Il prestanome

2016/01/18, 05:50


uomo con punto interrogativo

E’ impresa ardua capire qualcosa su quello che sta avvenendo nel mondo politico moldavo, anche per noi italiani abituati da un ventennio a ogni genere di imbroglio. Nikita Krushev diceva che la politica è promettere di costruire ponti dove non ci sono fiumi. In Moldova di ponti ne sono stati costruiti tanti anche se ci sono solo un paio di fiumi. Da mesi si cerca inutilmente di allestire uno straccio di governo, i tentativi sono tutti miseramente falliti per i veti di incrociati di questo o quel partito. Fino a quando nei giorni scorsi il rais locale, stanco di manovrare nell’ombra, si è deciso a entrare in gioco in prima persona. Apriti cielo, una ondata di sdegno più o meno vera si è diffusa per tutto il paese! Il Presidente Timofti, sorprendendo un po’ tutti e forse anche se stesso, ha rifiutato la candidatura del faccendiere locale perché inadatto a ricoprire tale ruolo. Una scusa che fa acqua da tutte le parti perché solo qualche mese fa aveva insignito il personaggio in questione della più alta e prestigiosa onorificenza del paese: l’Ordine della Repubblica.

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La punizione del sommo poeta

2016/01/07, 06:14


Il 24 Dicembre scorso gli allievi e gli insegnanti del liceo romeno-italiano “Dante Alighieri” hanno deciso di festeggiare il Natale cattolico in un noto ristorante di Chisinau. Il “Dante Alighieri” è l’unico liceo dove si può studiare la lingua italiana, conosco la scuola, ci sono insegnanti che amano incondizionatamente l’Italia.

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Pizza pazza

2016/01/05, 05:18


verapizza

Non molto tempo fa sottolineavo su queste pagine, con malcelata soddisfazione, l’apertura di diverse pizzerie in Chisinau. Alcune italiane, cioè aperte da italiani o con pizzaiolo italiano, altre da moldavi con nomi italiani. Gli imprenditori italici li chiamavo affettuosamente “capitani coraggiosi”, per l’ardua impresa che si accingevano a compiere. E non mi sbagliavo. Di quelle numerose pizzerie di qualche anno fa oggi ne sopravvivono con gran sacrificio forse non più di tre. Il drastico ridimensionamento è dovuto a tanti motivi, proverò ad elencarne qualcuno. A mio personale giudizio ovviamente.

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Natale…”ca la noi!”

2016/01/02, 05:59


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Il Natale cattolico se n’è andato, così pure il Capodanno. In pratica resta solo l’Epifania e poi come dicevano le nostre nonne… “l’Epifania tutte le feste porta via!”. E’ così in buona parte del mondo occidentale, ma non in Moldova. Si può dire che da queste parti ora comincia il bello. Giocando con due calendari, cattolico e ortodosso, i moldavi devono ancora festeggiare il Natale ortodosso e il Capodanno. Natale il 7 Gennaio e Capodanno il 13.

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