Lo sputo contro il malocchio

2006/08/26, 21:00


biserica1

Lo sputo è l’atto di espellere dalla bocca un liquido incolore: la saliva. Vorrei parlare di questo argomento, dall’apparenza stravagante, per descrivere un’abitudine comune in tutte le popolazioni dell’Est Europa. Definirei lo sputo una necessità fisiologica di chi ha una salivazione eccessiva. Un modo per liberarsi della saliva in eccesso è quello di sputarla. Per esempio sputano i fumatori per liberarsi della saliva abbondante generata dal fumo della sigaretta. Ne convengo che non è certo un gesto che denota buona educazione, ma tant’è. Molti sputano infischiandosene delle regole del bon ton.

Cominciamo col suddividere lo sputo in due grandi categorie: lo sputo umido e lo sputo a secco. Lo sputo umido è quello noto a tutti con espulsione di saliva, mentre lo sputo a secco è quello meno noto, quello senza produzione di saliva, quello che i moldavi praticano per un motivo davvero curioso. Lo sputo “a secco”, senza emissione di saliva, è quello contro il malocchio, molto diverso dall’altro nella dinamica e nella motivazione sociologica. Lo sputo contro il malocchio è diffuso in tutta la penisola balcanica. Greci, bulgari, romeni e i nostri amici moldavi ne fanno grande uso in determinate situazioni e cerimonie.

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C’era una volta…

2006/08/05, 09:00


shloma

Negli anni ’50 – ’60 in Moldova non era raro veder circolare nei villaggi carretti trainati da cavalli per la raccolta dei stracci o per la distribuzione di bevande artigianali. Carretti malandati con Aaron, Abraham o Shlioma seduti in cassetta. I piccoli villaggi si rianimavano al passaggio di quei carretti cigolanti, le donne scambiavano vecchi vestiti ormai consunti per ricevere in cambio bustine di colorante per tinteggiare la casa a primavera.

I bambini ricevevano in dono il “fluire”, il fischietto e, cosa più importante, potevano bere una bevanda gustosa quanto rara all’epoca: l’acqua gassata addolcita con lo sciroppo. In molti villaggi ancora oggi ricordano con nostalgia il vecchio Shlioma quando passava a rifornirsi nello jaz per riempire gli otri di acqua fresca e cristallina per posizionarsi poi nella piazza del villaggio e cominciare così la distribuzione della gustosa bevanda.

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La Moldova di tanto tempo fa

2006/06/30, 09:00


vecchiamoldova

Una domenica di tanti anni fa a Capresti, piccolo villaggio della regione di Floresti, dall’alba fervono i preparativi per allestire il mercato settimanale. E’ il mercato più importante e più grande della zona, dove si vende e si compra di tutto, dove tutti gli abitanti del villaggio e di quelli vicini vendono e scambiano i prodotti dell’orto o semplicemente incontrano l’amico o il parente per fare due chiacchiere. Un giorno di festa insomma per riposarsi dalle fatiche della settimana.

Dai villaggi vicini Gheorghe, Viorel, Ion , saltano giù dal letto ancora con il cielo stellato, fervono i preparativi dalla sera prima, l’indomani andranno al mercato per vendere la capra, qualche gallina, un tacchino o un mezzo sacco di noci. Con il ricavato sperano di comprare una camicia, un paio di scarpe, un vestito per la moglie o un sacco di grano per fare il pane.

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La bigliettaia

2006/05/20, 09:00


troleibus2

Ricordo quando salii per la prima volta sul trolleybus a Chisinau. Fu un caso, sinceramente preferisco la rutiera, più rapida e comoda. Ricordo che appena salii mi si avvicinò una signora di mezza età con una borsa a tracolla e con un rotolino di carta: la bigliettaia. Figura scomparsa dall’Italia da decenni. Mia moglie tirò fuori quattro lei per due biglietti, “strapp…strapp”, due pezzettini di carta strappati dal rotolo che aveva in mano, i soldi nella borsa e via ad un altro passeggero. La bigliettaia, in pochi secondi, fece pagare la corsa a tutti. “Accidenti! Brava la signora” pensai con ammirazione. Erano comunque poche le persone salite con noi alla fermata. (altro…)

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