29 Novembre 1993: una data indimenticabile

2010/11/23, 10:00


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Un giorno che molti moldavi non dimenticheranno mai: 29 Novembre 1993.
Ancora oggi, a distanza di venti anni, ripensando a quel tragico giorno, molti moldavi più in là con gli anni, versano lacrime amare. Una data difficile da dimenticare, una notte che cambiò la loro vita. In quel tragico giorno si ritrovarono senza un soldo, una vita di risparmi e sacrifici vanificata da una sciagurata decisione del governo di allora.

Fu la notte che ci fu il passaggio dal coupon al leu. Qualche mese prima c’era stato il passaggio dal rublo al coupon.
Questa fu la tragica equazione: 1000 coupon ( 1000 rubli ) = 1 leu
Ancor oggi a distanza di tanti anni, conversando con alcuni moldavi, persone anziane perlopiù, inevitabilmente si torna a parlare di quel giorno: la notte tragica del 29 Novembre 1993!

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Mariti soli e abbandonati

2010/07/12, 09:00


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Un mio conoscente moldavo è partito per la Germania. Niente di strano direte voi, ma c’è un piccolo particolare: il signore in questione ha settant’anni! Un “giovane” in cerca di fortuna all’estero!
La moglie, anche lei quasi settantenne, si è rifiutata di seguirlo, come sempre le donne sono più pratiche e avvedute degli uomini. Comunque è un episodio anomalo, normalmente è il contrario: è la moglie che parte mentre il marito resta a casa.

I moldavi, o buona parte di essi, sognano di andar via, di partire in cerca di fortuna all’estero. La mancanza di lavoro, i salari da fame, prezzi dei beni di consumo ormai a livelli occidentali: la soluzione per molti è abbandonare il coniuge e figli e partire.

Conosco un tale che ha la moglie e due figli in Italia, lui vive qui da solo, lo vedo ogni tanto quando abbiamo bisogno di lui per qualche lavoretto. Qualche giorno fa dovevamo fare delle piccole riparazioni in casa, mia moglie lo ha chiamato alle 11.00 di mattina senza successo. Non rispondeva, a quell’ora dormiva. Quando è arrivato gli ho chiesto:
– Ti piace dormire, eh?
– Perchè devo svegliarmi presto? Non ho niente da fare – ha risposto lui giustamente. Ha ragione, ci pensa la moglie in Italia a svegliarsi all’alba.

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La “fuitina” in Moldova

2010/05/04, 09:00


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La “fuitina” è una vecchia tradizione tipica siciliana ormai superata dai tempi, è una vera e propria scorciatoia ad un matrimonio contrastato, è un rito che affonda le radici in oscure abitudini tramandate non si sa bene da chi. Due giovani che hanno intenzione di sposarsi, ricorrono alla cosiddetta fuitina (una fuga organizzata) per mettere i parenti di fronte al fatto compiuto, per costringerli in poche parole a dare il loro assenso al matrimonio ed evitare così l’onta del “disonore” davanti a tutto il paese. E’ sempre il fidanzato “sgradito” ad organizzare la fuitina.

La cosa davvero strana che anche in alcuni villaggi moldavi esiste una specie di fuitina anche se con caratteristiche diverse, una “tradizione” che accomuna stranamente la Sicilia alla Moldova, nonostante la distanza geografica e culturale fra i due paesi. Le modalità sono sempre le stesse: due ragazzi di un villaggio qualsiasi, s’innamorano e decidono di sposarsi, il giovane chiede formalmente ai genitori di lei la mano della ragazza e il permesso di frequentarla. I genitori di lei, prima di dare il consenso, si informano sulla famiglia di lui e se le informazioni che ricevono non sono soddisfacenti, rifiutano il consenso al fidanzamento e quindi alle future nozze. E’ a questo punto che al giovane innamorato che si vede rifiutato, non resta altro da fare che organizzare la fuitina!

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Bilinguismo imperfetto

2010/03/27, 10:00


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Per strada quando sento i bambini di tre-quattro anni parlare russo mi vengono i brividi!
Non per la lingua in sè, per l’amor di Dio, il russo è la lingua di Dostoievski, Cekov, Puskin, una lingua colta senza alcun dubbio, ma per il “problema irrisolto della lingua” che affligge il paese Moldova da tempo. Io credo che la Moldova sia l’unico paese al mondo dove non sai in quale lingua devi comunicare con il tuo interlocutore occasionale. Russo? Romeno? Moldavo?

In Moldova ci sono i “vorbitor“: moldavi che parlano abitualmente lingue diverse da quella riconosciuta nella Costituzione. Una sorta di babele di lingue! Ci sono, ad esempio, cittadini moldavi che non parlano romeno (lingua di stato) ma il russo. Di contro, non esistono moldavi di etnia (accidenti a questa etnia!) romena che non parlano la lingua russa, semplicemente perchè sono stati obbligati ad impararla. Ma non è stato così per alcuni “vorbitor” di lingua russa, loro si sono sempre rifiutati sdegnosamente di imparare il romeno. Parlo dei cosiddetti “irriducibili”.

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