Le noci di Petrica

2012/12/31, 10:00


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Ricordo sempre con affetto mio suocero Petrica. Ci ha lasciati da qualche tempo ma il ricordo è sempre vivo. Era un contadino moldavo “sui generis”, prediligeva dipingere quadri naif invece che coltivare l’orto. Da artista qual’era aveva le sue strambe abitudini, una fra tutte quella di indossare sempre il basco. Era il suo copricapo preferito. Portava da mangiare ai maiali vestito a festa, in giacca e camicia.

Ricordo quando alcuni anni prima di morire venne a trovarci in Italia. Insistette per venire in treno, si rifiutò categoricamente di viaggiare in aereo.
– Voglio venire in treno, così posso ammirare i panorami, con l’areo non vedo nulla – mi disse. Era il suo primo viaggio fuori dall’URSS. Tutto il villaggio sapeva da mesi del suo viaggio in Italia. A tutti aveva promesso qualcosa.

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Una stradina sterrata chiamata Yury Gagarin

2012/11/23, 10:00


sugo

Dovevo far visita a mia suocera che vive in un piccolo villaggio sulla strada che congiunge Chisinau a Soroca. Il giorno prima della mia visita, programmata da tempo, mia suocera mi telefona:
– Prepara un po’ di più di quel sugo al tonno per la pasta come sai fare tu. Mi raccomando, fanne un bel pentolone! Il giorno dopo parto con un pentolone di sugo nel portabagagli, preparato con olive, tonno, capperi e alici. La passione dei miei suoceri!

Arrivato al villaggio, imbocchiamo la stradina Jurj Gagarin, un nome roboante per una stradina polverosa in un angolo sperduto della Moldova. Dopo i saluti di rito, la passeggiata nell’orto, si apparecchia la tavola.
– Quanti spaghetti metto a cuocere?», domando alla padrona di casa.
– Un chilo dovrebbe bastare!
– Un chilo? Per quattro persone? – ribatto io meravigliato.
– Non ti preoccupare, fai come ti dico – risponde serafica mia suocera.

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