Misha

2013/08/02, 09:00


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Mihail, detto anche Misha, era l’artista del villaggio, noto per la sua propensione all’arte: amava dipingere e si considerava un vero artista. Era ormai vicino alla cinquantina, disegnava e dipingeva fin dai primi anni di scuola; una sua insegnante si accorse del suo talento artistico e lo spinse a coltivare questa sua inclinazione. Era nato e cresciuto nel suo villaggio, era perciò disponibile ed amico di tutti e tutti gli volevano bene. Si considerava un pittore naif; prestava la sua opera a titolo gratuito, senza chiedere in cambio nulla e si scherniva quando qualcuno gli infilava in tasca di nascosto un biglietto da cinquanta lei. Preferiva di gran lunga esser pagato in natura, con qualche uovo, un bottiglia di vino o un litro di samagonca,, la grappa fatta in casa. Era cosa risaputa che a Mihai piacesse bere, anche se lui si giustificava dicendo che era il vino che lo…ispirava dandogli un senso di euforia creativa.

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Paghi o muori


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Tutti sappiamo della corruzione che affligge la Moldova a tutti i livelli, ma quella che riguarda i medici ospedalieri, forse, è la più squallida e disdicevole. In tutto il paese, in campo sanitario, vige la legge del out of pocket, un garbato e elegante eufemismo per dire “dazione” in denaro sottobanco.

Negli ospedali moldavi prosperano e arricchiscono chirurghi che speculano sulle disgrazie della povera gente, che ricattano gli ammalati, che pretendono un sovrappiù alle loro prestazioni senza il quale l’alternativa sarebbe l’abbandono e il disinteresse.
“Se hai denaro per pagare ti puoi anche salvare, se non ce l’hai, raccomandati l’anima a Dio”
Questo semplice assunto dovrebbe essere scritto sulle facciate di tutti gli ospedali della Moldova!

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Una “mita” (mazzetta) lunga una vita

2013/06/30, 09:00


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Igor e Tatiana, due giovani ventiduenni moldavi, decidono di sposarsi. Dopo qualche mese dal matrimonio Tatiana annuncia a Igor di essere incinta. Passati i nove mesi canonici Tatiana ha le doglie, con il cuore in gola ed emozianitissimi, i due giovani sposi corrono verso l'ospedale.
Igor sa bene come funzionano le cose nel paese delle dolci colline, sa che il dottore che segue Tatiana deve essere accontentato, invogliato, stimolato con un regalino, una “mita” in romeno, una “mazzetta” secondo il gergo popolare italiano. Ed è così che l'ignaro nascituro, ancora attaccato al cordone ombelicale alla madre e non ha ancora aperto gli occhi sul mondo, paga la sua prima "mita". Anche se per interposta persona.

Dopo il parto la giovane coppia decide di chiamare il loro figliolo Ionel.
Ionel, che ha cacciato sì e no i primi vagiti, non sa che ha già pagato la sua prima mita. Per così dire: ha avuto il "battesimo della mita", ancor prima dela battesimo in chiesa con il pope.

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Il “cumatrismo” amorale

2013/06/25, 09:00


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Fu Tocqueville, l’antesignano del pensiero liberale, che nel 19° secolo teorizzò per primo che nei paesi democratici la capacità di associarsi è la condicio sine qua non per il suo progresso culturale e economico. Più recentemente l’antropologo americano Banfield coniò l’espressione “familismo amorale” per descrivere il comportamento degli abitanti di un piccolo paesino del sud Italia in relazione al sottosviluppo economico del territorio; il Banfeild soggiornò in un piccolo paese per diversi mesi appunto per verificare in loco e dare una spiegazione antropologica della sua arretratezza economica.

Il Banfield giunse alla conclusione che l’estrema arretratezza del paese del sud italiano era dovuto all’incapacità dei suoi abitanti di associarsi per il bene comune o perseguire un qualsivoglia obiettivo di pubblico interesse. Egli sosteneva che l’arretratezza culturale e economica di quella società era dovuta essenzialmente alla mitizzazione del legame familiare che escludeva di fatto le altre forme di associazione, verificò che l’individuo che componeva il nucleo familiare privilegiava solo e soltanto i legami all’interno del clan familiare a danno della capacità di associarsi con altri individui nell’interesse collettivo.

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Le solite notizie

2013/06/21, 09:00


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Sono appena rientrato dall’Italia. In Moldova ho trovato sui giornali le solite notizie:

– la gente annega negli iaz nell’indifferenza generale;

 

– ogni giorno scovano un funzionario dello stato che ha un paio di ville di proprietà, terreni, auto di lusso, pur guadagnando 6000 lei(380 euro) al mese;

– un ministro ha dichiarato guerra alla Transnistria. Il bellicoso politico alla prova del palloncino è risultato sobrio, la cosa preoccupa ancora di più;

– qualcuno si è spinto a dire, fra stupore generale, che la grande emergenza del paese è la corruzione. Anche a lui hanno fatto la prova del palloncino;

– con l’afa estiva la birra governerà la Moldova al posto del Parlamento fino ai primi freddi settembrini;

– ai cancelli dell’Ambasciata romena la fila dei moldavi desiderosi di diventare romeni si allunga sempre di più, di conseguenza i cittadini moldavi diventano sempre meno;

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Il paese delle dolci colline

2013/06/18, 09:00


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Questa definizione della Moldova l’ho coniata alcuni anni fa. Senza falsa modestia la ritengo il mio piccolo capolavoro, basta soffermarsi a guardare alcuni scorci della campagna moldava per rendersi conto che mai definizione fu più azzeccata. I panorami moldavi ti conferiscono un senso di pace, di tranquillità, non ci sono asperità, picchi insormontabili, soluzioni di continuità, l’orizzonte che ti si para davanti ha sempre un aspetto rassicurante, sai esattamente cosa troverai spingentoti qualche chilometro più in là.

A volte ho cambiato la definizione con “Il paese delle dolci colline e dei SUV” oppure con “Il paese delle dolci colline e delle bisnonne”, ma la matrice è sempre la stessa.
Nel sottotitolo del mio libro tradotto in romeno scrivo “Diario semiserio di un italiano nel paese delle dolci colline”. Alcuni non hanno capito quel…”semiserio”, hanno frainteso. Spero che la seconda parte della definizione…”il paese delle dolci colline”, ora, sia stata capita da tutti.

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Cacciatori e prede

2013/06/03, 09:00


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Il 1 Giugno si aprirà la stagione della caccia in Moldova. Si chiuderà il 30 Settembre. La caccia in Moldova vive un periodo di crisi: pochi cacciatori, molti stranieri, poche prede. Di cacciatori se ne vedono ogni anno di meno, sono sempre meno gli appassionati che scendono dagli aerei con gli short, camiciola fantasia e infradito. A prima vista può sembrare un abbigliamento strano per chi deve sercare la selvaggina in zone impervie, di solito il cacciatore indossa una tuta mimetica, gilet con carniere e scarponi. In Moldova si pratica la caccia con un abbigliamento più casual e non c'è bisogno di armi tipo doppiette o fucili a ripetizione che utilizzano cartucce a pallettoni, si utilizza un'arma meno convenzionale, con cartucce che il cacciatore fabbrica in proprio.

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Non è vero che Chisinau è una delle città più brutte del mondo

2013/05/26, 09:00


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Non è vero che Chisinau è fra le sei città più brutte al mondo. Secondo il solito sito specializzato in stramberie, Ucityguides.com, Chisinau, per i suoi palazzoni ex sovietici, è da considerarsi un'obbrobrio architettonico. Il sito in questione dovrebbe sapere che c'è un prima e un dopo. Cos'era Chisinau nei primi anni del '900? Una piccola città popolata da pochi commercianti ebrei con le loro abitazioni dignitose e un gran numero di povera gente che viveva in case poverissime tirate su utilizzando il "lut". Tutte le case in Moldova, sia nelle città che nei villaggi, venivano costruite con il lut.

Il lut era una malta che si otteneva mescolando la terra con la paglia: si riempivano delle forme di legno che si facevano seccare al sole. Con questi "mattoni" si costruivano le case. In pochi avevano i denari per costruire la casa con mattoni veri.

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Ladri di biciclette

2013/05/17, 09:00


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Due moldavi sono stati arrestati in Italia per furto di biciclette. Sembra il remake di un vecchio film del neorealismo italiano “Ladri di biciclette” di De Sica. Il film di De Sica è stato realizzato nel 1948, un capolavoro della filmografia mondiale. Oggi gli italiani, a distanza di sessantacinque anni, non rubano più biciclette, rubano in grande, milioni di euro. L’Italia è diventata nel frattempo l’ottava potenza economica mondiale. Anche nel rubare.

Spero che quei poveri migranti moldavi non siano incarcerati, sarebbe sinceramente troppo. A piede libero in Italia ci sono fior di ladri che non hanno rubato biciclette… ma milioni di euro. Mi auguro che un giudice conceda loro le attenuanti generiche e li rispedisca con foglio di via in Moldova. Di attenuanti quei due moldavi ne hanno a iosa: sono stati costretti a migrare per affrancarsi dalla povertà e conducono una vita grama lontano dai loro cari e dal loro paese. Se non sono attenuanti generiche queste!

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Benvenuta integrazione europea?

2013/05/03, 09:00


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Eu cred că anumite cercuri de business interesate în a-şi menţine afacerile corupte nu doresc integrarea europeană a Republicii Moldova. Integrarea europeană înseamnă separarea business-ului de politică, înseamnă un control atât public, intern, cât şi internaţional, asupra guvernării din Republica Moldova şi asupra mediului de afaceri din Republica Moldova", a declarat Vladimir Socor, într-un interviu pentru Europa Liberă.

E' una teoria non proprio campata in aria! In pratica Socor afferma che gli uomini d'affari moldavi NON vogliono l'integrazione europea. L'integrazione europea significherebbe più controlli interni ed esterni sugli affari, leggi chiare, sindacati, norme sulla sicurezza del lavoro, l'apertura del mercato interno oggi monopolio di pochi. Una maledizione per i businesman moldavi abituati a fare i propri comodi sganciando mazzette.

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