I Cavalieri del Sacro Buffet

2018/06/01, 06:02


Pochi giorni fa ho ricevuto l’invito da parte dell’Ambasciata d’Italia in Moldova a partecipare alla festa dell’Anniversario Repubblica che si terrà in un noto ristorante della capitale il 4 Giugno prossimo. E’ un gradevole appuntamento che si ripete ogni anno. Non sono un frequentatore assiduo di questi appuntamenti urbi et orbi ma per la festa della Repubblica faccio volentieri un’eccezione. (altro…)

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La sindrome di Proust

2018/05/21, 05:51


Lo confesso, non ho un buon rapporto con la cucina moldava. Potrei dire il contrario per far piacere ai moldavi che leggono queste note ma mi sono ripromesso di dire sempre quello che penso. Le zuppe, piatto consumato abitualmente dai abitanti delle dolci colline, proprio non mi vanno giù. In tutti i sensi, nel senso metaforico e in quello reale. Il pentolone di zuppa che riposa in quasi tutti i frigoriferi delle famiglie moldave, nel mio non c’è. Preferisco di gran lunga il classico minestrone italiano, trattasi sempre di zuppa, ma di ben altra consistenza e sapore. (altro…)

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Gli esploratori

2018/05/05, 20:24


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Apprendo con viva preoccupazione che i blogger italiani che si occupano di viaggi hanno scoperto la Moldova. Sono i cosiddetti blogger viaggianti. Il verbo scoprire non è usato a caso, perché proprio di questo si tratta. I blogger viaggiatori sono i Livingstone e i Stanley del XXI secolo, scoprono e indicano agli amanti dei viaggi nuove mete, quelle più esotiche. Uno di loro ha visitato recentemente la Moldova, peccato non averlo saputo in tempo, altrimenti lo avrei incontrato nel bel mezzo della Piazza principale di Chisinau e salutato con la famosa frase che rese famosi i due esploratori dell’800′ sopra citati: “Il blogger di Nonsoloturisti suppongo!”.

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Un moldavo vero

2018/04/24, 14:20


Musica di Toto Cotugno, parole di Nicola Baldassare

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Lasciatemi cantare con la chitarra in mano
Lasciatemi cantare, sono un moldovano
Buongiorno Moldova che non si pente
di avere un “russo” come Presidente
con le chiavi dell’auto nella mano destra
e un bicchiere nella sinistra
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Il pane quotidiano

2018/04/04, 06:35


Purtroppo nel paese delle dolci colline non si trova del buon pane, quel pane fragrante, leggero, dalla crosta croccante, che si conserva per diversi giorni mantenendo intatte le sue qualità organolettiche. Molti italiani imprenditori si sono immolati in Moldova sull’altare degli investimenti, ma nessuno ha pensato di aprire una panetteria con annesso forno. (altro…)

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La resa

2018/03/23, 06:02


Oggi è prevista una grande manifestazione a Chisinau per ricordare la Grande Unione fra la Romania e la Moldova avvenuta 100 anni fa. Secondo gli organizzatori ci sarà una folla oceanica che sfilerà nelle strade della capitale. A dire il vero nelle manifestazioni precedenti più che una folla oceanica c’era… la folla di un laghetto! Da giorni, anzi da anni, alla TV moldava si dibatte come fare per riunificare la povera e martoriata Moldova alla ricca e prospera Romania (sic!) incuranti della opinione della gran parte dei moldavi che vede una tale eventualità come una sciagura. (altro…)

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Ionel: una vita con la mita

2018/02/24, 06:02


Igor e Tatiana, due giovani ventiduenni moldavi, decidono di sposarsi. Dopo venti secondi dalla cerimonia Tatiana rimane incinta. Passati i nove mesi canonici Tatiana ha le doglie. Corsa trafelata all’ospedale per partorire.
Igor, l’emozionato marito, sa bene come funzionano gli ospedali nel paese delle dolci colline, sa che il dottore che segue Tatiana deve essere stimolato con un regalino, una
mita in romeno, una bustarella, una mazzetta, secondo il gergo popolare italiano. Ed è così che l’ignaro nascituro, ancora attaccato al cordone ombelicale della madre, paga la sua prima mita. Anche se per interposta persona. La giovane coppia decide di chiamare il loro figliolo Ionel. Il piccolo nascituro, che ha cacciato sì e no i primi vagiti, non sa che ha già pagato la prima mita della sua vita. Per così dire: ha avuto il “battesimo della mita“, ancor prima del battesimo in chiesa.

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La penitenza

2018/02/21, 06:05


Mi guardo bene dal commentare, o peggio, criticare le convinzioni religiose di ognuno, nutro un profondo rispetto per chi ha il dono di credere. Confesso con una certa dose di rammarico di non avere questo privilegio riservato a miliardi di uomini sparsi per il mondo. Il punto non è che non credo in Dio ma è Dio che non crede in me. Nella mia vita ho fatto di tutto affinché qualche Dio, non importa quale, mi indicasse la via da seguire per avere dopo morto una sorta di lasciapassare per il Paradiso. Fin’ora ho cercato questa via invano anche se sono stato sempre attento ai cartelli indicatori.

Da ragazzo ho letto il Corano tradotto in italiano e il pensiero che sette vergini mi aspettavano in Paradiso mi piaceva ma poi ho pensato che mi creava qualche imbarazzo quando avrei raggiunto la tarda età. Ho letto molti libri che trattavano di religione, fra questi: “Perché non sono cristiano” di Bertrand Russell, la lettura di quel libro ha prodotto danni irreparabili nella mente di un giovinotto curioso e portato alla riflessione qual’ ero. Più recentemente ho letto “Il Vangelo secondo la scienza” di Piergiorgio Odifreddi e i libri di Corrado Augias e, purtroppo, hanno completato l’opera.
Da qualche anno vivo in Moldova e seguo con una certo interesse i riti e le tradizioni della chiesa ortodossa. Da quello che mi è parso di capire i vari Metropoliti che si sono avvicendati per un buon millennio hanno avuto una certa ritrosia a guardare il calendario e men che mai a rendersi conto dei mutamenti che avvenivano nella società. Quell’aria cupa, lugubre, tetra che hanno i preti ortodossi mi crea un certo disagio perché penso che credere sia gioia e non solo penitenza e sofferenza.

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Lo sterco degli uccelli

2018/01/27, 05:39


Oggi si celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto. Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz mettendo fine alla follia nazista.

La Moldova non è stata immune da quella follia. Nel 1941 vivevano nel paese centinaia di miglia di ebrei, basta pensare che Chisinau nei primi anni del 1900 era abitata dal 50% da cittadini di religione ebraica e la lingua più diffusa era lo yiddish, non era né il russo, né tanto meno il romeno. Lo zar mandava in esilio miglia e migliaia di russi ebrei in Moldova, all’epoca terra di confine dell’impero e praticamente un territorio abitato da pochi contadini. Molti villaggi moldavi erano popolati in maggioranza da artigiani, medici e commercianti ebrei russi, quasi tutti deportati e massacrati nei lager allestiti in Transnistria e in Ucraina negli anni del secondo conflitto mondiale.

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La gita in città

2018/01/16, 06:07


Quest’anno anche qui in Moldova ci saranno le elezioni politiche. Come in tutto il mondo anche nel paese delle dolci colline partirà l’orgia delle promesse, degli inganni e delle illusioni. Anche se con modalità diverse. Noi italiani siamo maestri in questo campo, siamo specialisti nel promettere e non mantenere, nel chiedere il voto nei modi più fantasiosi, nel cosiddetto voto di scambio.

Chi ha qualche primavera sulle spalle come il sottoscritto ricorda Achille Lauro, un facoltoso imprenditore e politico napoletano, famoso negli anni 50 per il metodo con cui si procurava voti per essere eletto al Senato della Repubblica d’Italia. Il Comandante Lauro, così lo chiamavano i suoi estimatori, era solito frequentare i quartieri più miseri di Napoli in prossimità delle elezioni regalando a quei poveri disperati una sola scarpa con la promessa, se eletto, il regalo della seconda scarpa. Un fulgido esempio di sfruttamento del bisogno della povera gente per ottenere voti. Il voto in cambio di un paio di scarpe!

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