8 Marzo: tanti auguri alle donne!

2013/03/08, 10:00


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Tanti auguri a tutte le donne di ogni parte del mondo. Auguri particolari alle donne moldave, autentiche eroine moderne, spesso costrette con grandi sacrifici ad abbandonare i propri affetti per emigrare, per dare un futuro migliore ai propri figli. Donne moldave, donne straordinarie, dotate di grande senso del sacrificio e abnegazione.

Non smetterò mai di ringraziare chi da lassù sovrintende alle sciagure umane di avermene fatta incontrare una, una donna moldava, una piccola grande donna. Senza di lei, forse, non sarei qui a scrivere queste note. Proprio qui in Moldova dovrebbero erigere un monumento alle donne, un monumento sulla piazza centrale accanto a quello di Stefan Cel Mare: il grande eroe del passato con accanto l’eroina del presente.

Come modella per la statua prenderei una donna di un villaggio qualsiasi, una fra le tante: con le mani rovinate dal lavoro nei campi e con i capelli ingrigiti anzitempo raccolti sotto la tradizionale basmà (fazzoletto). Alle donne moldave piacciono molto i fiori, invito cortesemente i mariti, fidanzati, amanti, amici di queste donne straordinarie a regalare loro un fiore. Vi assicuro che basterà. Tanti auguri anche alle donne italiane, quelle “di una volta”, alle donne che si truccavano con un filo di rossetto, una nuvoletta di cipria e si svegliavano all’alba per cucinare.

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Te lo do io il Buthan!

2013/03/04, 10:00


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Secondo una classifica stilata da Lonely Planet, la Moldova si troverebbe al penultimo posto fra i paesi meno visitati e conosciuti al mondo. Peggio della Moldova se la passa solo il Buthan. Qualcuno sa dove si trova il Buthan?

Senza prendere per oro colato questa classifiche estemporanee, direi che la classifica non è poi così sballata: in quanti nel mondo sanno dell’esistenza di un paese chiamato Moldova? La Moldova, per molti, è un pò come il Pontevedro, il paese di provenienza di Hanna Glavary, la protagonista dell’operetta “La vedova allegra”: uno sconosciuto staterello dove si ambientano operette. Anzi, il Pontevedro è più noto e famoso della Moldova appunto perchè è lì che Franz Lehar ha ambientato l’operetta.

In Italia in molti scambiano la Moldova con le Maldive. Il sottoscritto, molto modestamente, ha scritto un libro quattro anni fa per far conoscere agli italiani la Moldova, il libricino s’intitolava “Te la do io la Moldova”. Nel pubblicare il libro ho dovuto vincere le resistenze sdegnate di alcuni moldavi offesi dal tono con cui descrivevo alcuni usi e costumi del paese.

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Strade: che disastro!

2013/03/02, 10:00


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Secondo una classifica stilata dal World Economic Forum, in Moldova ci sono le strade peggiori del mondo. La Moldova occupa la 144° posizione, cioè l’ultima. Persino le strade di Haiti e paesi africani sono migliori di quelle moldave. Basta farsi un viaggetto in macchina fuori Chisinau per rendersi conto che il WEF ha ragione! Un totale disastro! Strade riasfaltate solo qualche mese fa e già piene di buche. Come mai? La risposta dovrebbe essere scontata. Dove vanno a finire i fondi elargiti dall’UE per le strade?

E le strade della capitale? Con quali fondi si riasfaltano se il municipio non ha denari neanche per riverniciare i passaggi pedonali? In centro città si attraversano le strade…a memoria, bisogna ricordarsi dove una volta c’era un passaggio pedonale! Quasi ogni giorno uno “smemorato” viene investito sulle strisce, o meglio, dove una volta c’erano le strisce.

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Martisor

2013/03/01, 10:00


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Oggi, 1 Marzo, si festeggia in Moldova il “Martisor”, la festa della primavera. Il centro città è pieno di bancarelle che vendono il famoso simbolo del primo giorno di primavera: due fili intrecciati, uno bianco e uno rosso, con un portafortuna al centro.

Una festa della tradizione moldava molto sentita. Viste le temperature di questi giorni, non sembra proprio primavera! E’ comunque un auspicio, un augurio. In molti stamattina andranno in giro con il “martisor” appuntato sul petto o legato al polso. La tradizione dice che si dovrebbe portare il “martisor” fino a quando fiorirà il primo albero. Con queste temperature è difficile, se non impossibile, vedere alberi infioriti. In quanti resiteranno con il “martisor” appuntato al petto fino alla fioritura degli alberi? Forse, visto il clima moldavo, sarebbe opportuno spostare questa festa il 21 Marzo, per quella data le speranze di una fioritura sono più concrete.

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I musicisti da strada

2013/02/12, 10:00


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In Moldova hanno fatto una indagine per sapere qual’è lo strumento musicale preferito dalla gente, lo strumento musicale più amato dai moldavi. Al primo posto c’è, e non poteva essere altrimenti, il violino, la vioara, non esiste melodia popolare dove il violino non sia lo strumento conduttore. Tutti i vari maestri di musica popolare sono anche insigni violinisti, Botgros, Dascal, tanto per citarne un paio. Al secondo posto, la fisarmonica, la mitica garmoshka, strumento molto amato e diffuso in tutto l’est europeo per la sua estrema versatilità.

Al terzo posto, cosa davvero curiosa, il clacson delle auto. In verità la cosa non mi sorprende, basta immergersi nel traffico cittadino per rendersi conto che i moldavi amano suonare il clacson, che hanno una vera predilezione per questo strumento. Se sei a bordo della tua auto e ti fermi a un semaforo e ritardi la partenza di qualche frazione di secondo, gli amici moldavi ti improvvisano un concertino di…”biiiiip…biiiip…” con lo strumento musicale che hanno a portata di mano, il clacson appunto. Compongono e improvvisano armonie musicali davvero pregevoli, io li chiamo i “musicisti da strada”. I moldavi automobilisti “comunicano” con il clacson i loro sentimenti di rabbia o di gioia, a seconda i frangenti.

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Un italiano in Moldova

2013/02/10, 10:00


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Oggi sto molto meglio del 24 giugno 2010, il giorno in cui mi sono trasferito in Moldova. A Chisinau vivo bene e ogni giorno che passa mi convinco che la mia decisione è stata quella giusta. Di tornare in Italia non ci penso nemmeno! Il perchè è molto semplice: ho imparato a non dar retta alle facili illusioni, ai falsi miti, a non pretendere troppo da un paese che può darti davvero poco. A me quel poco basta. Quel poco l’ho analizzato, vagliato, esaminato e ne ho tirato fuori il massimo possibile. Cercavo la serenità, l’ho trovata. Non era poi così nascosta, bastava cercarla bene.

In Moldova ho una casa, pochi amici, in Italia avevo tanti amici ma non una casa, pagavo la pigione. In Moldova ho scritto il libro “Un an in Moldova”, in Italia stavo per scrivere… “Le mie pigioni” facendo il verso a Silvio Pellico: i proventi sarebbero andati tutti al mio padrone di casa. Solo una questione economica? No, c’è dell’altro. Spirito d’avventura, rimettersi in gioco, ricominciare, sperimentare, imparare. Il mio futuro in Italia? Il tressette e briscola al bar con amici pensionati. No, grazie!

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Le noci di Petrica

2012/12/31, 10:00


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Ricordo sempre con affetto mio suocero Petrica. Ci ha lasciati da qualche tempo ma il ricordo è sempre vivo. Era un contadino moldavo “sui generis”, prediligeva dipingere quadri naif invece che coltivare l’orto. Da artista qual’era aveva le sue strambe abitudini, una fra tutte quella di indossare sempre il basco. Era il suo copricapo preferito. Portava da mangiare ai maiali vestito a festa, in giacca e camicia.

Ricordo quando alcuni anni prima di morire venne a trovarci in Italia. Insistette per venire in treno, si rifiutò categoricamente di viaggiare in aereo.
– Voglio venire in treno, così posso ammirare i panorami, con l’areo non vedo nulla – mi disse. Era il suo primo viaggio fuori dall’URSS. Tutto il villaggio sapeva da mesi del suo viaggio in Italia. A tutti aveva promesso qualcosa.

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Una stradina sterrata chiamata Yury Gagarin

2012/11/23, 10:00


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Dovevo far visita a mia suocera che vive in un piccolo villaggio sulla strada che congiunge Chisinau a Soroca. Il giorno prima della mia visita, programmata da tempo, mia suocera mi telefona:
– Prepara un po’ di più di quel sugo al tonno per la pasta come sai fare tu. Mi raccomando, fanne un bel pentolone! Il giorno dopo parto con un pentolone di sugo nel portabagagli, preparato con olive, tonno, capperi e alici. La passione dei miei suoceri!

Arrivato al villaggio, imbocchiamo la stradina Jurj Gagarin, un nome roboante per una stradina polverosa in un angolo sperduto della Moldova. Dopo i saluti di rito, la passeggiata nell’orto, si apparecchia la tavola.
– Quanti spaghetti metto a cuocere?», domando alla padrona di casa.
– Un chilo dovrebbe bastare!
– Un chilo? Per quattro persone? – ribatto io meravigliato.
– Non ti preoccupare, fai come ti dico – risponde serafica mia suocera.

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Il timbro dello zar

2011/11/23, 10:00


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In molti paesi dell’est Europa, Russia compresa, per indicare una persona dedita all’alcool o ubriacona si fa uno strano gesto, si indica o si colpisce con il dito indice il collo. È un gesto molto comune anche in Moldova, si fa uno strano movimento con il pollice e l’indice che, in italiano approssimativo, si dice… “scliccare”. Un gesto nuovo per noi italiani perché nel nostro paese si fanno altri gesti con le mani per far capire al tuo interlocutore la propensione a bere un bicchiere di troppo: quello più in uso è atteggiare la mano con il pollice e l’indice aperti per indicare la bocca. Una moldava mi ha raccontato una originale storiella che io riporto, sta a voi fare le verifiche del caso se trattasi di leggenda metropolitana o la spiegazione antropologica di uno strano gesto.

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Come in Italia

2011/08/24, 09:00


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Quando torno nella mia città in Italia e incontro un conoscente la conversazione che segue è più o meno la seguente:
– Ciao, come mai non ti si vede più in giro?
– Mi sono trasferito all’estero.

– Ah…sì! E dove?
– In Moldova.

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