La “fuitina” in Moldova

2010/05/04, 09:00


nunta2

La “fuitina” è una vecchia tradizione tipica siciliana ormai superata dai tempi, è una vera e propria scorciatoia ad un matrimonio contrastato, è un rito che affonda le radici in oscure abitudini tramandate non si sa bene da chi. Due giovani che hanno intenzione di sposarsi, ricorrono alla cosiddetta fuitina (una fuga organizzata) per mettere i parenti di fronte al fatto compiuto, per costringerli in poche parole a dare il loro assenso al matrimonio ed evitare così l’onta del “disonore” davanti a tutto il paese. E’ sempre il fidanzato “sgradito” ad organizzare la fuitina.

La cosa davvero strana che anche in alcuni villaggi moldavi esiste una specie di fuitina anche se con caratteristiche diverse, una “tradizione” che accomuna stranamente la Sicilia alla Moldova, nonostante la distanza geografica e culturale fra i due paesi. Le modalità sono sempre le stesse: due ragazzi di un villaggio qualsiasi, s’innamorano e decidono di sposarsi, il giovane chiede formalmente ai genitori di lei la mano della ragazza e il permesso di frequentarla. I genitori di lei, prima di dare il consenso, si informano sulla famiglia di lui e se le informazioni che ricevono non sono soddisfacenti, rifiutano il consenso al fidanzamento e quindi alle future nozze. E’ a questo punto che al giovane innamorato che si vede rifiutato, non resta altro da fare che organizzare la fuitina!

Leggi tutto




Bilinguismo imperfetto

2010/03/27, 10:00


linguamoldava

Per strada quando sento i bambini di tre-quattro anni parlare russo mi vengono i brividi!
Non per la lingua in sè, per l’amor di Dio, il russo è la lingua di Dostoievski, Cekov, Puskin, una lingua colta senza alcun dubbio, ma per il “problema irrisolto della lingua” che affligge il paese Moldova da tempo. Io credo che la Moldova sia l’unico paese al mondo dove non sai in quale lingua devi comunicare con il tuo interlocutore occasionale. Russo? Romeno? Moldavo?

In Moldova ci sono i “vorbitor“: moldavi che parlano abitualmente lingue diverse da quella riconosciuta nella Costituzione. Una sorta di babele di lingue! Ci sono, ad esempio, cittadini moldavi che non parlano romeno (lingua di stato) ma il russo. Di contro, non esistono moldavi di etnia (accidenti a questa etnia!) romena che non parlano la lingua russa, semplicemente perchè sono stati obbligati ad impararla. Ma non è stato così per alcuni “vorbitor” di lingua russa, loro si sono sempre rifiutati sdegnosamente di imparare il romeno. Parlo dei cosiddetti “irriducibili”.

Leggi tutto




La garanzia

2009/07/07, 09:00


Vorrei raccontare una storiella di qualche anno fa, quando mio suocero era ancora in vita. Vorrei precisare comunque, per scacciare ogni sospetto, che mio suocero non ha lasciato questo mondo per le conseguenze dovute al mio racconto ma causa grave malattia. I miei suoceri vivevano in un piccolo villaggio del nord della Moldova; due pensionati ex insegnanti di scuola media, tiravano avanti con una piccola pensione e con quel poco che un piccolo appezzamento di terra riusciva a dare.

In occasione di una delle mie visite, dopo la solita spaghettata e con qualche “vuoto” in più nel branco di anatre che di solito razzolavano nell’aia, ci accomodammo al fresco in giardino per fare due chiacchiere e bere con tranquillità un buon caffè. Parlammo del più e del meno, l’atmosfera era come al solito rilassata e gioviale, direi cekoviana, da “giardinodeiciliegi”. Fu proprio l’atmosfera distesa che mi ispirò, decisi di fare uno scherzo ai miei suoceri. Mentre parlavamo amabilmente del più e del meno, cambiando repentinamente discorso, dissi con aria seriosa:
– Doamna Iulia, Domnu Petre, vorrei affrontare con voi un discorso molto delicato, eh sì, mi dispiace ma devo dirvi che tempo fa sono stato da voi ingannato…

Leggi tutto




Il prezioso voto di Dorin

2008/08/03, 09:00


morto

In certi ambienti in Moldova si racconta che alle elezioni votano anche i morti. La macabra notizia viene riproposta ogni volta che si avvicina qualche consultazione elettorale. E’ una strana storia, non so se è un mito, una leggenda o si fonda su un fatto realmente accaduto, io ve la racconto, tirate voi le conclusioni. La storia prende lo spunto da ciò che sembra sia accaduto in un piccolo sperduto villaggio,  la raccontano i vecchi soprattutto dopo aver bevuto qualche bicchierino in più di samagonca.

Dorin Papuc era morto da ormai diversi anni, era seppellito nel piccolo cimitero del suo villaggio. Ricorda molto bene quel giorno Dorin: il pianto dei parenti, il profumo delle colive, le pomane, la tipica agitazione in casa di chi si accinge a seppellire un morto. Dorin morì un giorno di primavera dopo una lunga malattia, in fondo, a pensarci bene, fu quasi una liberazione per lui, aveva sofferto troppo per la sua incurabile malattia e per anni aveva saputo di vivere con un piede nella tomba. Ora, finalmente, ce li metteva tutti e due!

Leggi tutto




La bottiglia vuota

2008/06/02, 09:00


statua

Ai tempi dell’URSS, sul viale principale di Chisinau, proprio di fronte al Parlamento, c’erano due statue di Marx e Enghels a grandezza naturale. I due padri del socialismo mondiale erano raffigurati da seduti nell’atto di discutere sul futuro del capitalismo e del proletariato. Le statue sono state rimosse dopo il crollo dell’impero sovietico. In Moldova molte statue sono state rimosse dopo il crollo dell’URSS, non sono state rimosse però certe idee dei due che ancora oggi condizionano la vita dei moldavi.

Si racconta che in quegli anni un moldavo buontempone in vena di scherzi e in spregio del pericolo, ogni notte, con il favore delle tenebre, metteva una bottiglia di vodka vuota ai piedi dei due filosofi. Il messaggio era chiaro: l’anonimo burlone voleva lasciar intendere che i due amici ricorrevano a qualche cicchetto di vodka per avere le idee più chiare circa i destini del mondo e per combattere il freddo della notte.

Leggi tutto




L’incubo di Boris

2008/02/09, 10:00


Boris Sergheievic si sentiva russo dalla testa ai piedi, sul suo passaporto sovietico c’era scritto “cittadino russo”, parlava russo, pensava in russo, cantava in russo, imprecava in russo. Anche se era nato e cresciuto a Chisinau, un dettaglio che lui considerava di scarsa importanza, si considerava figlio legittimo della grande madre Russia e figlio illegittimo della Moldova. La sua storia personale era identica a quella di molti altri “russi-moldavi”: la sua famiglia si era trasferita a Chisinau nel lontano 1950, da Rostov, per modernizzare la rete telefonica moldava. Suo padre Serghei, ingegnere, fu mandato a Chisinau appena laureato, insieme a sua madre Ludmila. Si stabilirono a Chisinau in un appartamento messo loro a disposizione dallo stato. Dopo qualche anno nacque Boris. Educato e cresciuto da vero russo e tale era rimasto fino ai nostri giorni. Incurante dei cambiamenti in atto da qualche anno nel paese, come molti altri, aveva evitato pervicacemente di imparare una sola parola di romeno, lingua che considerava una specie di dialetto, non assimilabile con la lingua eletta dei vari Puskin e Tolstoi.

(altro…)

Leggi tutto




Lo sputo contro il malocchio

2006/08/26, 21:00


biserica1

Lo sputo è l’atto di espellere dalla bocca un liquido incolore: la saliva. Vorrei parlare di questo argomento, dall’apparenza stravagante, per descrivere un’abitudine comune in tutte le popolazioni dell’Est Europa. Definirei lo sputo una necessità fisiologica di chi ha una salivazione eccessiva. Un modo per liberarsi della saliva in eccesso è quello di sputarla. Per esempio sputano i fumatori per liberarsi della saliva abbondante generata dal fumo della sigaretta. Ne convengo che non è certo un gesto che denota buona educazione, ma tant’è. Molti sputano infischiandosene delle regole del bon ton.

Cominciamo col suddividere lo sputo in due grandi categorie: lo sputo umido e lo sputo a secco. Lo sputo umido è quello noto a tutti con espulsione di saliva, mentre lo sputo a secco è quello meno noto, quello senza produzione di saliva, quello che i moldavi praticano per un motivo davvero curioso. Lo sputo “a secco”, senza emissione di saliva, è quello contro il malocchio, molto diverso dall’altro nella dinamica e nella motivazione sociologica. Lo sputo contro il malocchio è diffuso in tutta la penisola balcanica. Greci, bulgari, romeni e i nostri amici moldavi ne fanno grande uso in determinate situazioni e cerimonie.

Leggi tutto




C’era una volta…

2006/08/05, 09:00


shloma

Negli anni ’50 – ’60 in Moldova non era raro veder circolare nei villaggi carretti trainati da cavalli per la raccolta dei stracci o per la distribuzione di bevande artigianali. Carretti malandati con Aaron, Abraham o Shlioma seduti in cassetta. I piccoli villaggi si rianimavano al passaggio di quei carretti cigolanti, le donne scambiavano vecchi vestiti ormai consunti per ricevere in cambio bustine di colorante per tinteggiare la casa a primavera.

I bambini ricevevano in dono il “fluire”, il fischietto e, cosa più importante, potevano bere una bevanda gustosa quanto rara all’epoca: l’acqua gassata addolcita con lo sciroppo. In molti villaggi ancora oggi ricordano con nostalgia il vecchio Shlioma quando passava a rifornirsi nello jaz per riempire gli otri di acqua fresca e cristallina per posizionarsi poi nella piazza del villaggio e cominciare così la distribuzione della gustosa bevanda.

Leggi tutto




La Moldova di tanto tempo fa

2006/06/30, 09:00


vecchiamoldova

Una domenica di tanti anni fa a Capresti, piccolo villaggio della regione di Floresti, dall’alba fervono i preparativi per allestire il mercato settimanale. E’ il mercato più importante e più grande della zona, dove si vende e si compra di tutto, dove tutti gli abitanti del villaggio e di quelli vicini vendono e scambiano i prodotti dell’orto o semplicemente incontrano l’amico o il parente per fare due chiacchiere. Un giorno di festa insomma per riposarsi dalle fatiche della settimana.

Dai villaggi vicini Gheorghe, Viorel, Ion , saltano giù dal letto ancora con il cielo stellato, fervono i preparativi dalla sera prima, l’indomani andranno al mercato per vendere la capra, qualche gallina, un tacchino o un mezzo sacco di noci. Con il ricavato sperano di comprare una camicia, un paio di scarpe, un vestito per la moglie o un sacco di grano per fare il pane.

Leggi tutto




La bigliettaia

2006/05/20, 09:00


troleibus2

Ricordo quando salii per la prima volta sul trolleybus a Chisinau. Fu un caso, sinceramente preferisco la rutiera, più rapida e comoda. Ricordo che appena salii mi si avvicinò una signora di mezza età con una borsa a tracolla e con un rotolino di carta: la bigliettaia. Figura scomparsa dall’Italia da decenni. Mia moglie tirò fuori quattro lei per due biglietti, “strapp…strapp”, due pezzettini di carta strappati dal rotolo che aveva in mano, i soldi nella borsa e via ad un altro passeggero. La bigliettaia, in pochi secondi, fece pagare la corsa a tutti. “Accidenti! Brava la signora” pensai con ammirazione. Erano comunque poche le persone salite con noi alla fermata. (altro…)

Leggi tutto