C’era una volta Dudulesti

by nikita


2017/12/19, 05:17



Dudulesti è il nome di un villaggio a tredici chilometri da Comrat, un piccolo paesino come ce ne sono tanti in Moldova. Era stato fondato nel 1923 da un gruppo di volenterosi contadini. Fino a pochi anni orsono Dudulesti era abitato da una quarantina di famiglie per un totale di cento residenti. I suoi abitanti coltivavano la terra, allevavano animali da cortile, qualcuno più intraprendente, aveva impiantato delle serre. L’acqua per irrigare i campi non mancava, era fornita da un laghetto artificiale (jaz) e d’estate non era raro vedere qualcuno che si rinfrescava nelle sue acque limacciose per fuggire dalla calura estiva. I bambini frequentavano una scuola a pochi chilometri dal paese prelevati ogni giorno da uno scuolabus. Dudulesti era un villaggio come ce n’erano tanti nel sofferente e variegato mondo rurale, ben lontano dallo fantasmagorico sfavillio della capitale. La gente viveva in pace e in armonia sperando di avere un futuro per la propria prole.

Nel censimento della popolazione effettuato nel 2014 a Dudulesti dalla NBS non risultò nessun abitante. Nessuno, nemmeno uno. Il villaggio era stato completamente abbandonato! Erano tutti andati via: giovani, vecchi, donne e bambini. Chi si era trasferito nella capitale, pochi a dire il vero, chi aveva fatto le valige ed era partito in cerca di una vita migliore. La Russia e i paesi europei le mete preferite. C’era una volta Dudulesti…

Dudulesti non è un caso raro, è una storia emblematica di quello che sta succedendo nel paese delle dolci colline, di villaggi abbandonati in Moldova ce ne sono decine, piccole realtà rurali con abitazioni sventrate e saccheggiate, abbandonate all’incuria. Povere abitazioni costruite con il lut, terra impastata con la paglia, il cemento e i mattoni una volta era un lusso per pochi. In questi villaggi fantasma i cortili e le distese di terra fertile, una volta rigogliose di ogni bendidio, oggi sono ricoperte dalle erbacce, regnano il silenzio, la quiete eterna.

In altri villaggi i pochi abitanti rimasti resistono stoicamente alla miseria e l’abbandono, saldamente legati alla loro terra, trascinano in una vita grama aspettando la visita di qualche figlio emigrato, figli con scarsa memoria che non ricordano che nel villaggio natio hanno un padre e una madre.

In Moldova, nel silenzio generale, è in atto un disastro demografico di proporzioni bibliche, chi ha potuto se ne è andato da un pezzo, molti altri aspettano l’occasione propizia per partire. Gli uomini validi hanno raggiunto le fabbriche italiane, tedesche, francesi, inglesi, le donne hanno trovato impiego come badanti nei paesi del sud Europa. Si tratta di un esercito di oltre un milione di migranti, il 30% della popolazione totale, che ormai risiede all’estero definitivamente.

C’era una volta la Moldova?

Nikita


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