I Cavalieri del Sacro Buffet

by nikita


2018/06/01, 06:02



Pochi giorni fa ho ricevuto l’invito da parte dell’Ambasciata d’Italia in Moldova a partecipare alla festa dell’Anniversario Repubblica che si terrà in un noto ristorante della capitale il 4 Giugno prossimo. E’ un gradevole appuntamento che si ripete ogni anno. Non sono un frequentatore assiduo di questi appuntamenti urbi et orbi ma per la festa della Repubblica faccio volentieri un’eccezione.

Ho partecipato diverse volte alla festa, fin dal primo anno con SE Stefano De Leo e poi a seguire con SE Nunziata. Dallo scorso anno scorso la padrona di casa è la nuova Ambasciatrice SE Valeria Biagiotti. La festa è una occasione unica per incontrare connazionali che altrimenti non incontreresti mai per la inspiegabile ritrosia dei miei conterranei a partecipare ad appuntamenti mondani. Molti italiani preferiscono le strade sterrate dei villaggi al rutilante mondo della capitale.

Negli anni scorsi, in occasione della festa, ho osservato alcuni aspetti curiosi che vado a raccontare. La prima cosa che mi colpì fu d esempio il numero esiguo degli italiani che intervenivano alla festa, i presenti erano sempre pochissimi, forse non più di 20-30, mentre i moldavi erano di gran lunga più numerosi, nell’ordine ci centinaia. Diverse volte mi sono chiesto disorientato se era la festa della Repubblica italiana o quella della Repubblica di Moldova! Credo sia un gesto di buona diplomazia dell’Ambasciata invitare all’evento anche moldavi interessati all’Italia a vario titolo.

Provo a descrivere ciò che è accaduto l’anno scorso alla festa della Repubblica. Contando sul senso dello humour di chi legge queste note.

All’inizio l’Ambasciatrice ha indirizzato un saluto di benvenuto ai presenti. La gente ascoltava distrattamente con lo sguardo rivolto al buffet da dove provenivano effluvi da stuzzichini, salumi e formaggi tipici italiani. Non appena l’Ambasciatrice pronunciò l’ultima parola di un discorso ignorato da tutti si scatenò una folle corsa a chi arrivava prima al buffet. L’Ambasciatrice stava per essere travolta dalla mandria di affamati, fu salvata in extremis dal carabiniere di servizio che fece scudo eroicamente con il suo corpo.

Nel giro di venti secondi si formò due file fortificate di Cavalieri del Sacro Buffet pronti a tutto i quali, armati di forchetta e coltello, difendevano armi in pugno il posto vicino al buffet guadagnato sbaragliando una moltitudine di concorrenti. Per un’ora e più si è scatenata una sanguinosa ordalia mediorientale con il bagliore dei coltelli che illuminavano la sala fra chi cercava di avvicinarsi alla tavola apparecchiata e un gruppo di Cavalieri del Sacro Buffet che difendevano con la forchetta sguainata gli stuzzichini!

I Cavalieri del Sacro Buffet, per chi non lo sapesse, sono uomini addestrati fin da piccoli ad abbuffarsi ai buffet e a impedire, armati di forchetta e coltello, agli altri invitati di accedere ai vari panini e stuzzichini esposti in bella mostra sulla tavola. Il 4 Giugno dello scorso anno parteciparono all’evento un gruppo ben armato di Cavalieri, decisi a impedire alla torma di affamati di avvicinarsi ai tavoli apparecchiati. Io partecipai, insieme ai venti italiani presenti, al primo assalto. I Cavalieri posti a difesa del bastione di leccornie made in Italy resero vano il mio tentativo nonostante la mia foga combattiva.

Ma io non mi sono dato per vinto, spinto dalla fame, ho ingaggiato duelli rusticani all’arma bianca con i Cavalieri armati di forchetta schierati a presidiare i stuzzichini, gli affettati e i formaggi. Dopo circa un ora, dopo aver sconfitto a singolar tenzone tre Cavalieri, sono arrivato finalmente a ridosso del tavolo dove ormai erano rimasti gli avanzi sbocconcellati di qualche panino. Ho dovuto constatare che ormai non era rimasto più nulla di commestibile.

Mia moglie, Donna Valentina Petrovna, diretta discendente dei Plantageneti di Prodanesti e della schiatta del Conte di Floresti, aspettava il suo cavaliere senza macchia e senza paura per mangiare qualcosa.

– Ebbene mio Signore, siete riuscito a procurarvi un panino con il salame? – mi apostrofò lei con l’albagia che il suo prestigioso casato le conferiva.

– Mi dispiace mia Signora, mi sono battuto senza risparmio contro forze preponderanti per portarvi almeno un panino. Ma, ahimè, non ci sono riuscito! Metto a vostra disposizione la mia forchetta e fatene ciò che volete – ribattei io prostrandomi sconfitto davanti a lei.

Lei da gran signora mi perdonò ben sapendo che mi ero battuto in suo nome a costo della vita. Donna Valentina sa che anche se non sono riuscito a prenderle un panino al salame per placare la sua fame, può disporre come meglio crede del mio vecchio cuore. Non per mangiarlo s’intende!

Dopo un paio di ore, nella sala si aggiravano una decina di italiani, i reduci sopravvissuti ai numerosi duelli, alla ricerca di qualcosa da mangiare. La sala era ormai ridotta a un campo di battaglia, avanzi e bicchieri sporchi dappertutto, per terra solo briciole. Due noti imprenditori italiani erano carponi sotto la tavola che cercavano di trovare qualche briciola di formaggio sfuggito all’orda dei Cavalieri del Sacro Buffet. Uno dei due trovò miracolosamente uno stuzzichino al salmone sfuggito non si sa come ai Cavalieri. Corse in bagno per mangiarlo di nascosto con la paura di doverlo dividere con gli altri.

Sul calare della notte, ormai sfiancati e in ritirata disordinata, decidemmo di andare a mangiare una pizza in un noto locale della capitale.

Nikita


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