I maiali di Leova

by nikita


2013/11/08, 10:00



porc3Nel 2006 un insegnante italiano in pensione si trasferisce in Moldova. Il perché di tale decisione ci sfugge e non è importante ai fini del nostro racconto. Il nostro connazionale, con tanto senso d’avventura e con altrettanta incoscienza, decide di investire i risparmi di una vita in una piccola attività imprenditoriale a Leova, un villaggio nell’entroterra moldavo. Tenta prima con l’allevamento intensivo dei bovini per poi ripiegare nell’allevamento dei maiali. Investe una somma considerevole e in poco tempo mette in essere un moderno allevamento di suini. Il nostro amico, senza sapere la lingua e completamente allo scuro della legislazione in materia, è costretto a fidarsi di personaggi autoctoni, in poche parole, affida la gestione dell’azienda a “esperti” del luogo.

Dopo poco si accorge che i conti non tornavano, l’attività era in perdita, non solo, ma i suoi maiali non crescevano nonostante venissero “ingrassati” ogni santo giorno. Come mai? Pensa che ti ripensa, un bel giorno, il nostro ingenuo protagonista, anche con l’aiuto di una soffiata, si accorge che alcuni suoi collaboratori, nottetempo, prelevavano i maiali più grassi per rivenderli sottobanco a amici compiacenti e sostituivano i grassi maiali con maialini più magri. Accidenti! Per questo i maiali non crescevano!

L’italico imprenditore fa piazza pulita dei collaboratori truffaldini e prosegue impavido con il suo progetto. Niente da fare! C’era sempre qualcosa che non andava, l’azienda era sempre in perdita. Sempre per merito della solita soffiata, scopre che alcuni operai rubavano dei mezzi maiali macellati per rivenderli di nascosto. Il nostro povero amico, ormai in preda allo sconforto e disperazione, per ovviare a questa ennesima ruberia, decide di installare nella porcilaia delle telecamere. Per qualche giorno tutto procede per il meglio, ma poi si accorge, ahimè, che c’era sempre qualcosa non andava, i conti erano sempre in perdita.

Dopo un appostamento notturno, il nostro eroe si accorge che il custode della porcilaia staccava opportunamente la corrente per “accecare” le telecamere e permettere così ai suoi amici complici di rubare indisturbati. Lo sfortunato figlio del bel paese era ormai allo stremo, fisicamente e finanziariamente! Decise infine, sfiancato dalle ruberie, di ridurre considerevolmente l’attività produttiva e di essere più presente in azienda, decise di vivere praticamente… dentro l’azienda: si ricavò un piccolo appartamento dentro la porcilaia. Decise anche di cambiare totalmente la strategia imprenditoriale: licenziò quasi tutti i suoi operai e ogni mattina si svegliava all’alba, caricava sul suo furgone un certo numero di “mezzene”, mezzi maiali macellati, guidava per 80 km per portare la sua produzione ai commercianti di carne al Bazar Centrale di Chisinau. Vendeva e incassava, senza tanti patemi d’animo e senza intermediari. Doveva fidarsi solo di se stesso.

Della serie…”fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

Nikita

  


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