Il fuoco in bocca

by nikita


2013/10/11, 09:00



vodcaQuando si parla di abitudini o tradizioni qui in Moldova bisogna andare cauti, si corre sempre il rischio di offendere e irretire, si sa che i moldavi sono molto permalosi e sensibili su certi argomenti. Spesso mi trovo a pranzo con una famiglia moldava, l’ultima volta ho avuto una garbata polemica sul consumo di alcolici durante il pranzo. Il padrone di casa insisteva gentilmente per farmi bere del cognac, io ho replicato che preferivo berlo alla fine. Da qui è nata la discussione.

Io sostenevo che in Moldova sbagliano quando pasteggiano con superalcolici a tavola, è notorio che in determinate occasioni, vedi cerimonie speciali, i moldavi preferiscono bere cognac o vodka al posto del vino. E’ anche una forma di ostentazione, un “lusso” che i moldavi si concedono in certi convivi speciali. Credo sia una usanza introdotta in Moldova dai russi. Aaah!… questi russi!

Io, ma non solo io, credo sia un errore bere superalcolici mentre si mangia, come tutti sanno, l’alcool in elevate gradazioni ha un effetto anestetizzante sulle papille gustative, praticamente ti impedisce di sentire l’aroma e il gusto di quello che stai mangiando. Avverti nel palato solo una sensazione di intenso calore hai, come si suol dire, il fuoco in bocca. Semmai il cognac, come altri superalcolici, sono indicati alla fine del pranzo per l’affetto digestivo e corroborante che producono. A parte s’intende quella piacevole sensazione di benessere che una ragionevole quantità di alcool produce nell’organismo. 

Molto più corretto invece, a mio modesto avviso, è pasteggiare con vino perché a bassa gradazione alcolica ed ha un effetto pulente e sgrassante in bocca. Altra caratteristica del vino è che “asciuga” il palato, lo prepara ad assaporare la sapidità e il gusto del cibo. Ma i moldavi desiderano veramente gustare il sapore del cibo? O interessa loro solo le bevande alcoliche? E qui si apre un altro doloroso capitolo!

Mi vengono i brividi quando ripenso alle prime cene che organizzavo a casa mia quando mi alzavo all’alba per preparare la lasagna e al momento di servirla i commensali facevano una immonda “pappetta” nel piatto mescolandola con la seliotka rimasta dagli antipasti con qualche cetriolo marinato, una offesa alla pubblica decenza punita in Italia con la reclusione da sette a dieci anni di carcere duro. Uno spettacolo immondo per me che sono un inguaribile buongustaio! Ho verificato con il tempo che discutere di cibo o il modo di gustarlo e prepararlo con i moldavi è tempo perso, è come parlare del bosone di Higgs, è un argomento che non interessa il moldavo medio! Al contrario per noi italiani il cibo è un mito.

Alla fine della discussione il mio commensale interlocutore ha tagliato corto con la solita frase tranchant tanto cara ai moldavi che non lascia spazio a repliche:
Asa-i la noi! Noi moldavi siamo abituati così!
Chiuso il discorso!

Nikita


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