Il pianerottolo

by nikita


2018/10/15, 05:57



Un vecchio adagio recita che l’occasione fa l’uomo ladro. E le occasioni non mancano in Moldova. Nel paese delle dolci colline hanno avuto l’intuizione geniale di trasformare la parola rubare in “prendere”. Quindi non ruba nessuno, tutti “prendono”. A un mio amico hanno rubato, pardon, preso le targhe dell’auto per chiedere un riscatto. Ad un altro hanno rubato, pardon, preso, venti pacchi di mattonelle che aveva depositato nel suo garage. Nell’episodio delle mattonelle si è poi scoperto che a rubarle, pardon, prenderle, è un tale che abita nello stesso condominio della vittima ed è proprietario di due appartamenti e un garage. Non è proprio uno che ruba, pardon, prende, per dare da mangiare ai figli! Ma allora perché rubare, pardon, prendere? 

Di solito, in tutto il mondo conosciuto, è un ladro che ruba, in Moldova no, può essere chiunque, anche il tuo vicino di pianerottolo che ti suona alla porta per farti assaggiare le placinte appena sfornate. Al riguardo vorrei raccontare un gustoso episodio accaduto proprio in questi giorni.

Una famiglia che abita al terzo piano del mio condominio ha deciso di ristrutturare il bagno. Con mio grande godimento, da giorni, sento i rumori degli operai che lavorano. Gli operai hanno tolto tutti i mobili del bagno e la vasca per depositarli provvisoriamente sul pianerottolo. Un paio di giorni fa i proprietari hanno scoperto che era sparita la vasca depositata la sera prima. Una vasca in acrilico smaltato, niente di particolare. La domanda che sorge spontanea in questi casi è la seguente: “Chi è il ladro autore del furto?”. Perché di furto si tratta.

Non mi sembra possibile che un ladro di professione siano venuto a conoscenza che al terzo piano di un palazzone anonimo c’era una vasca da bagno da rubare, pardon, prendere. Troppo stretti i tempi. La risposta più plausibile è che il ladro sia il vicino di pianerottolo o, in seconda ipotesi, un tale che abita nel condominio. Ha visto la vasca, gli serviva e l’ha… presa. Visto l’ingombro considerevole dell’oggetto da asportare, si sarà fatto aiutare da un amico. Poi probabilmente hanno festeggiato con qualche bicchiere di vino.

Non è una novità per me il furto di oggetti depositati provvisoriamente sul pianerottolo, qualche anno fa sono stato vittima anch’io. Avevo cambiato tre finestre del mio appartamento e quelle vecchie le avevo depositate appunto sul pianerottolo. Dopo una mezz’ora erano sparite! Chi poteva sapere di quelle finestre se non chi abita nelle vicinanze?

Non riesco ad abituarmi all’idea che una famigliola che abita sul tuo pianerottolo composta da padre operaio, madre parrucchiera e due bambini piccoli che vanno a scuola possono rubarmi, pardon, prendere, lo zerbino davanti alla porta o la lampadina dell’ascensore. Forse fra qualche anno, quando mi sarò integrato nel paese delle dolci colline, verrà in mente anche a me di “prendere” l’ombrello che il mio vicino che ha lasciato fuori dalla porta ad asciugare. Spero soltanto che quel giorno, semmai arriverà, di essere ancora in grado di provare quel vecchio sentimento di turbamento, disagio, che va sotto il nome di… vergogna.

Nikita


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