In Paradiso con il basco

by nikita


2017/11/18, 05:59



DSCN2445Cinque anni fa è morì mio suocero Petre Vassilievic. Proprio in questi giorni cade l’anniversario della sua morte. Mi piace ricordarlo così, scrivendo queste poche righe.

Era un brav’uomo Petrica, così lo chiamavano gli amici, una persona mite, in vita sua non aveva fatto del male a nessuno. Non beveva, non fumava, lavorava nel suo orto dalla mattina al tramonto per avere qualcosa da mangiare d’inverno. Era il tipico contadino moldavo. Aveva una sola mania: gli piaceva indossare il basco. Era il suo copricapo preferito, l’indossava sempre, anche quando si coricava per la notte. Un giorno si ammalò di una grave malattia, si mise a letto e non si alzò più.

Ricordo quando io e la figlia, mia moglie, partimmo per l’Italia, mi disse al telefono:
– Dall’Italia portami due baschi per favore – i suoi cappelli preferiti non li trovava in Moldova, lo abbiamo sempre rifornito noi. Petre Vassilievic amava indossare il basco per coprire la pelata ma anche perché gli conferiva quell’aria da artista che gli piaceva tanto. Spesso riponeva la zappa per dipingere paesaggi naif.

– Va bene, due baschi, ma perchè proprio due? – gli chiesi
– Uno lo metto adesso, l’altro quando sarò nella cassa da morto.
Io replicai, tanto per buttarla sullo scherzo:
– Guarda che dopo morto in qualsiasi parte andrai, paradiso, inferno, ci entrerai nudo, quindi senza cappello.
Dall’altra parte del filo:
– Lo so che in paradiso le anime sono nude, ma mi vergogno ad andare in giro senza vestiti, con il basco mi sentirò meglio.

Da quel viaggio riportammo due baschi per Petre Vassilievic. Uno lo indossò subito e lo portò per mesi. Fino al giorno della sua morte. L’altro, nuovo di zecca, glielo misero insieme al vestito buono quando era nella cassa da morto.
Mi piace pensare a Petre Vassilievic che si aggira per il paradiso ignudo con il basco per coprire la sua pelata. Forse il buon Dio ha fatto un’eccezione per lui. Da vivo non aveva fatto del male a nessuno.

Nikita


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