La bigliettaia

by nikita


2006/05/20, 09:00



troleibus2Ricordo quando salii per la prima volta sul trolleybus a Chisinau. Fu un caso, sinceramente preferisco la rutiera, più rapida e comoda. Ricordo che appena salii mi si avvicinò una signora di mezza età con una borsa a tracolla e con un rotolino di carta: la bigliettaia. Figura scomparsa dall’Italia da decenni. Mia moglie tirò fuori quattro lei per due biglietti, “strapp…strapp”, due pezzettini di carta strappati dal rotolo che aveva in mano, i soldi nella borsa e via ad un altro passeggero. La bigliettaia, in pochi secondi, fece pagare la corsa a tutti. “Accidenti! Brava la signora” pensai con ammirazione. Erano comunque poche le persone salite con noi alla fermata.

Nella fermata successiva salirono una decina di passeggeri. Pensai: “Non ce la farà mai a far pagare la corsa a tutti prima della prossima fermata”. La bigliettaia partì con il rotolino in mano…”strapp”… e uno, passò ad un altro, un vecchio signore:
– Sono pensionato – disse lui.
– Come faccio a sapere che lei è pensionato se non mi fa vedere la tessera – ribattè lei.
“Non ti perdere in chiacchiere, non ce la farai mai a far pagare il biglietto a tutti di questo passo!”, pensai allarmato, facevo decisamente il tifo per la bigliettaia! Niente da fare, la bigliettaia si fermò a discutere con il pensionato. Gli altri passeggeri fecero finta di niente, guardavano distrattamente altrove. Qualche passeggero si avvicinò per pagare con i soldi in mano, lei era ormai presa dalla discussione…”strapp…strapp”…un paio di biglietti, poca roba. Altri passeggeri che assistevano alla scena avevano un sorrisetto beffardo sulle labbra e si apprestavano a scendere.

Il trolleybus rallentò, si fermò, salirono altri passeggeri, molti scesero. “Non può ricordarsi chi ha pagato e chi no” pensai. La poverina ormai era in preda al panico, aveva perso troppo tempo per spiegare al vecchio pensionato la prassi corretta. Molti scesero senza aver pagato la corsa, la nostra eroina era decisamente in difficoltà. Peccato, facevo decisamente il tifo per lei!

Arrivò la nostra fermata, scendemmo e io mi girai a guardare. La bigliettaia aveva ripreso con il suo passo traballante a correre da una parte all’altra. Che lavoro ingrato il suo! Provai una grande ammirazione per lei, forse cercava disperatamente di lottare contro la macchinetta che prima o poi avrebbe preso il suo posto.

Nikita


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