La forza dell’abitudine

by nikita


2011/02/02, 10:00



bagno3Tempo fa siamo stati invitati a cena da una vecchia zia di mia moglie. Una zia che a costo di grandi sacrifici, si è costruita una bella casa in periferia della città, una bella villa in stile moderno come ne stanno nascendo tante a Chisinau in questi ultimi tempi.La zia in questione voleva giustamente condividere con i parenti il traguardo raggiunto, cioè quello di far parte della nuova classe dei “nuovi ricchi” moldavi con la costruzione di una villa con annessa sauna nel seminterrato.

Dopo un lungo giro e non senza difficoltà, troviamo finalmente la villa costruita in un nuovo quartiere ancora in allestimento con strade sconnesse e nella totale oscurità per mancanza di illuminazione pubblica, una specie di favela sudamericana in versione moldava.
Entriamo in casa e scopriamo che non siamo i soli invitati alla “celebrazione”, siamo in compagnia di un folto gruppo di parenti e affini, tutti invitati per testimoniare ufficialmente il passaggio dei padroni di casa al livello superiore nella scala sociale. Dopo la visita di rito per ammirare la casa, in verità davvero notevole per il gusto e il lusso con cui era stata arredata, ci accomodiamo in sala da pranzo dove era stata apparecchiata una bella tavola con i “zakuski” già in bella evidenza secondo l’uso moldavo.

A questo punto la padrona di casa si avvicina e mi bisbiglia in un orecchio con aria furtiva:
– Nicola, se devi andare in bagno avvisami
Io, visibilmente sorpreso, ribatto:
– Si, va bene
Passa il tempo, gli invitati mangiano e bevono di gusto, i brindisi si susseguono con la tipica aria festosa e gradevole dei convivi moldavi.
A un certo punto sento la zia che mi sussurra ancora una volta all’orecchio:
– Nicola, devi andare in bagno?
Io, sempre più sorpreso, rispondo:
– Per il momento no, grazie.

La cosa comincia ad incuriosirmi, non riesco a spiegare questo strano interesse della zia per miei bisogni corporali, chiedo spiegazioni a mia moglie, anche lei cade dalle nuvole, non riesce a spiegarsi lo strano comportamento.

La festa volge al termine, la gente comincia a pensare al ritorno a casa, anche noi ci alziamo, scendiamo al pianterreno, usciamo nel giardino, rimiriamo ancora una volta la casa davvero bella in stile architettonico tipico delle case moldave, con tetti spioventi e le finestre in legno massiccio. Non manchiamo di fare ancora i complimenti ai padroni di casa che appaiono visibilmente fieri.
La zia, sempre con aria furtiva, mi dice ancora una volta:
– Nicola, non devi andare in bagno?
A questo punto mi arrendo:
– Si, grazie – e faccio per avviarmi verso casa.
La zia mi rincorre e mi afferra per la manica:
– No Nicola, per di qua! – e mi guida verso un baracchino di legno ai margini del giardino che fino ad allora non avevo notato. Rimango a bocca aperta dalla sorpresa!
Gli zii di mia moglie avevano costruito una grande villa con un bel bagno moderno in casa e non curanti della modernità e i tempi che cambiavano, avevano pensato bene di non abbandonare del tutto le vecchie usanze ed avevano costruito una baracca di legno in giardino dove andare di corpo in caso di necessità come quello che avevano nel villaggio natio. E’ a tutti noto che i moldavi sono molto legati alle vecchie abitudini.

Nikita

 


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