La garanzia

by nikita


2009/07/07, 09:00



Vorrei raccontare una storiella di qualche anno fa, quando mio suocero era ancora in vita. Vorrei precisare comunque, per scacciare ogni sospetto, che mio suocero non ha lasciato questo mondo per le conseguenze dovute al mio racconto ma causa grave malattia. I miei suoceri vivevano in un piccolo villaggio del nord della Moldova; due pensionati ex insegnanti di scuola media, tiravano avanti con una piccola pensione e con quel poco che un piccolo appezzamento di terra riusciva a dare.

In occasione di una delle mie visite, dopo la solita spaghettata e con qualche “vuoto” in più nel branco di anatre che di solito razzolavano nell’aia, ci accomodammo al fresco in giardino per fare due chiacchiere e bere con tranquillità un buon caffè. Parlammo del più e del meno, l’atmosfera era come al solito rilassata e gioviale, direi cekoviana, da “giardinodeiciliegi”. Fu proprio l’atmosfera distesa che mi ispirò, decisi di fare uno scherzo ai miei suoceri. Mentre parlavamo amabilmente del più e del meno, cambiando repentinamente discorso, dissi con aria seriosa:
– Doamna Iulia, Domnu Petre, vorrei affrontare con voi un discorso molto delicato, eh sì, mi dispiace ma devo dirvi che tempo fa sono stato da voi ingannato…

Mia suocera avvertendo il tono serio delle mie parole, abbandonò l’espressione beata e rilassata di qualche attimo prima e mi guardò con aria curiosa e preoccupata. Mio suocero, che in quel momento stava sfogliando un giornale, mi guardò anch’egli preoccupato distogliendo per un attimo lo sguardo dalla sua lettura. Senza alcun dubbio avevo attirato la loro attenzione! Adesso pendevano letteralmente dalle mie labbra senza sapere bene dove intendessi andare a parare.
Proseguii con aria compunta:
– Vi ricorderete certo di quando cinque anni fa sono venuto qui da voi per chiedere la mano di vostra figlia, ebbene, ritengo di essere stato ingannato…img012

Mia suocera, visibilmente sorpresa da queste parole, mi guardò sempre più incuriosita e preoccupata. Mio suocero sembrava ancora assorto nella lettura del giornale, però il suo sguardo si fece stranamente fisso, guardava il giornale ma non leggeva, ormai la sua attenzione era tutta rivolta alle mie parole, tendeva l’orecchio per sentire ciò che dicevo, anche se non lo dava a vedere.
Seguitai sempre con lo stesso tono:
– Vi ricordate? Sono venuto qui a chiedere correttamente la mano di vostra figlia così come prevede la vostra tradizione e voi avete acconsentito. Però mi avete ingannato, sì, mi avete proprio ingannato, perchè non avete fatto alcun cenno ai numerosi guai fisici di vostra figlia, vi siete ben guardati dal parlarmi del rene pieno di sabbia, della sua artrosi, della sua ricorrente gastrite, di una gamba più corta ed una più lunga, tutti malanni che, guarda caso, sono venuti fuori subito dopo il matrimonio. Non ritengo che vi siate comportati molto correttamente nei miei riguardi!

A queste parole drammatizzate ed enfatizzate dalla mia inusuale aria severa, mia suocera impallidì come un cencio, stentava a credere, poverina, alle sue orecchie. Mio suocero aveva gli occhi bassi e fissi sul giornale che ormai stringeva disperatamente. Evitavano entrambi di guardarmi, erano visibilmente colpiti.
Io incalzai ancora, senza pietà:
– Doamna Iulia, Domnu Petre, io oggi sono venuto a rendervi vostra figlia, riprendetevela, io non so cosa farmene, concedendomi la mano di vostra figlia mi avete garantito implicitamente che vostra figlia era in buona salute, purtroppo ho constatato che così non è, sono stato ingannato, e siccome so che il termine di garanzia per le mogli in Moldova è di cinque anni, quindi sono ancora in tempo, riprendetevela!

Mio suocero, che fino a quel momento aveva tenuto gli occhi fissi sul giornale, guardò stralunato la moglie chiedendo disperatamente aiuto, sui loro volti si leggeva stupore, incredulità, disorientamento. Non riuscivano a capacitarsi, era decisamente troppo per loro!
Sono certo che in quel drammatico frangente pensarono di tutto, ben sapendo di aver a che fare con uno straniero, italiano per giunta; anche in Moldova gli italiani sono famosi per le loro bizzarrie e stranezze, ora avevano ne avevano la prova: gli italiani sono davvero tutti matti e inaffidabili!
Non resistetti oltre nel vedere quei vecchi disorientati e imbarazzati, pensai che lo scherzo era durato fin troppo, impietosito e preoccupato per l’età avanzata e per le loro precarie condizioni di salute, sbottai in una sonora risata trattenuta a stento per tutto il tempo della “recita”, era evidente che i miei suoceri avevano preso sul serio le mie parole.
– Glumesc! (Sto scherzando!)

Ancora spaventati, i due ci misero un bel po’ per riprendersi, non era così facile passare dallo sgomento alla risata, ma dopo qualche attimo di comprensibilissima incertezza, tutti ridemmo di gusto. Per loro fu una grande risata liberatoria.
Dopo quell’episodio mi sono accorto però che i miei suoceri hanno preso a guardarmi con una strana espressione negli occhi, più guardinghi e sospettosi, ben attenti ad analizzare le mie parole. Più di una volta li ho sorpresi a scrutarmi di sottecchi come se temessero un’altra “bizzarria” delle mie.
Da quel giorno mia suocera, sapendo della mia propensione alla burla, di tanto in tanto si avventura anche lei in battute scherzose, come quella volta che citando appunto l’episodio della “garanzia”, mi disse con aria divertita:
– Nicola, devi sapere comunque che qui in Moldova la “garanzia” per le mogli è di due anni e non di cinque come sostenevi, quindi la “garanzia” era in ogni caso scaduta, mia figlia te la dovevi tenere così com’era.
– Ah sì!!?? Sapete per caso di quant’è qui in Moldova la garanzia per i mariti? – chiesi divertito .
– Meno, molto meno, purtroppo scade solo dopo pochi mesi! – rispose mia suocera guardando con aria sconsolata il marito che sonnecchiava su di una sedia in giardino.

 

 Nikita 


Nesuno commento

Aggiungi commento:

You must be logged in to post a comment.