La gita nella capitale

by nikita


2018/10/23, 06:14



C’era una strana animazione nel villaggio di Igor, mentre passava davanti al municipio vide un crocchio di persone che leggevano un’annuncio sulla bacheca. Igor si avvicinò e seppe che si organizzava per la domenica successiva un viaggio nella capitale per partecipare a una manifestazione. Bisognava aggiungere il nome su un elenco per partecipare. Igor ci pensò una frazione di secondo e aggiunse il suo nome. Il viaggio era gratis, gli sembrò una buona occasione per fare una gita nella capitale dove non metteva piede da diverso tempo.

Igor tornò a casa e comunico alla moglie Tatiana la decisione. La domenica mattina, il giorno della gita, Igor si svegliò all’alba per fare il bagno, la moglie riscaldò una pentola d’acqua presa dall’unico pozzo del villaggio e si diede una lavata alla meglio in una specie di tinozza. Indossò il vestito della festa che teneva da parte per le grandi occasioni, prese il fagotto di due uova sode e un pezzo di pane e si diresse verso il luogo dell’appuntamento. C’era già un gruppo di persone che aspettava. All’ora prefissata l’autobus partì. Una volta saliti a bordo un uomo spiegò che stavano andando alla manifestazione del PDM e distribuì bandierine a tutti, a Igor consegnò un cartello con su scritto: “PDM pentru Moldova”. Dopo un’ora o poco più arrivarono nella periferia della capitale. Scesero e fecero a piedi il tragitto fino alla piazza dove si svolgeva la manifestazione.

Nella grande piazza c’era già una grande animazione: bandiere che sventolavano, cartelli con annunci patriottici, gente che applaudiva. Igor era frastornato, non era abituato a quella confusione. Da un palco eretto nel mezzo della piazza c’era qualcuno che parlava di una non meglio precisata “quarta via”, Igor conosceva solo la via di casa sua dove dopo una pioggia si affonda fino alle caviglie nel fango. In molti si alternarono a parlare, tutti promisero un radioso futuro per il paese, nella piazza la gente scandiva…”Moldova!…Moldova!”. Igor pensò inevitabilmente al suo villaggio dove nessuno aveva l’acqua potabile in casa, dove non c’era una farmacia e l’ambulanza si trovava a 25 km. Aveva sentito le stesse promesse da almeno venti anni!

Igor si guardò intorno deluso, si chiedeva cosa diavolo ci faceva in quella piazza, si sentì usato, ingannato, era stufo di sentire quelle stupide promesse, si pentì amaramente di essere salito su quell’autobus. Uscì dalla folla plaudente, si sedette su una panchina del parco. Aveva fame, tirò fuori il fagotto che aveva preparato dalla moglie, mangiò le uova sode con il pane. Pensò a Tatiana rimasta sola a governare gli animali.

Arrivò finalmente l’ora di ripartire. Igor tornò verso il punto di ritrovo e riconsegnò il cartello: “PDM pentru Moldova!”.

Nikita


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