La strana notte di Igor Plamadeala

by nikita


2015/11/29, 06:13



imagesTutti i sabato sera Igor Plamadeala si incontrava con l’amico Mihai per bere un bicchiere e fare due chiacchiere. Tiravano fino a tardi fra un bicchiere e l’altro. Spesso a Igor gli capitava di bere qualche bicchiere di troppo e, tornare a casa in macchina, non era impresa facile.
Quel venerdì aveva come al solito esagerato con la vodca: si alzò dal tavolo con la testa che girava vorticosamente e le gambe malferme. Raggiunse a fatica la sua auto e partì. Il tragitto fino a casa lo conosceva a memoria, guidava meccanicamente, a occhi chiusi. Quella notte non aveva gli occhi chiusi ma aperti, ma ci vedeva ben poco, oltretutto quel poco che vedeva era tutto confuso. Nell’imboccare una strada poco illuminata dopo una curva pericolosa venne fermato da una pattuglia della polizia della strada. Igor accostò disciplinatamente e aprì il finestrino. Si avvicinò un poliziotto con la giacca gialla fosforescente.


– Buonasera signore, andava a velocità elevata e non ha messo la freccia per svoltare. Favorisca la patente e il passaporto della macchina.
Igor bofonchiò qualche parola incomprensibile e prese i documenti. L’alcool ingurgitato faceva il suo effetto. Il poliziotto avvertì dal fiato di Igor che gli arrivava in faccia un odore inconfondibile.
– Ha bevuto signore? – domandò il poliziotto.
– Mah…solo un bicchiere… – rispose a fatica Igor, la sua lingua non ne voleva sapere di fare i movimenti giusti.
– Scenda dalla macchina per favore…
Igor scese a fatica dalla macchina. Il poliziotto aveva tirato fuori l’etilometro.
– Soffi qua dentro per favore…
Mentre si svolgeva questa scena si senti un frastuono assordante. Pochi metri più avanti una macchina era sopraggiunta a tutta velocità e, nell’affrontare la curva, si era cappottata sull’asfalto bagnato. La macchina giaceva rovesciata con i fari che illuminavano sinistramente la scena.
– Lei rimanga qui, non si muova… – i poliziotti corsero a soccorrere il conducente della macchina cappottata.
Igor rimase da solo barcollante in mezzo alla strada. Si sa che chi è in preda ai fumi dell’acool non sempre il suo cervello gli suggerisce di fare la cosa giusta. Igor salì in macchina e se ne andò mentre i poliziotti stavano tirando fuori il conducente dell’altra auto incidentata.
Guidò fino a casa, rientrò l’auto in garage e si infilò sotto le coperte accanto a sua moglie che dormiva già da un pezzo. Cadde in un sonno profondo dopo che aveva visto girare vorticosamente la volta della camera da letto. Mentre i primi raggi di sole filtravano dalla finestra si sentì suonare il campanello di casa.
– Ma chi diavolo è quest’ora del mattino, di domenica poi.. – si lamentò la moglie di Igor con la bocca impastata dal sonno – vai a vedere chi è Igor…
Igor che a stento riusciva ad aprire gli occhi, si mise qualcosa addosso e andò ad aprire. Sulla porta c’era un poliziotto con la giacca gialla fosforescente.
– Buongiorno, lei è Igor Plamadeala? – chiese il poliziotto l’aria di chi ha trascorso la notte in bianco.
– Sì sono io, anche se stamattina non sono così sicuro – rispose Igor con un sorrisetto ebete.
– Lei questa notte è stato fermato dalla polizia stradale? – domandò il poliziotto decisamente arrabbiato.
– Sì…credo di sì…ma non sono così sicuro…qual’è il problema agente? – proseguì Igor ridacchiando.
– Dov’è la sua auto, vorrei vederla, è parcheggiata qui davanti?
– No…no…è in garage.
– Andiamo a vederla se non le dispiace.
Si avviarono tutt’e due, il poliziotto con l’aria di uno che sta per esplodere e Igor con le gambe molli e lo sguardo inebetito.
Igor aprì il garage e dentro c’era la macchina della polizia.

Nikita


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