L’Europa è lontana

by nikita


2018/06/11, 05:42



unioneA quanto dicono in giro un’ombra minacciosa densa di sciagure si profila all’orizzonte del paese delle dolci colline: l’adesione del paese alla UE. Dal luglio 2016 è entrato pienamente in vigore l’Accordo di Associazione UE-Moldova. Pare che gli uomini d’affari moldavi non vedono di buon occhio l’ingresso della Moldova nel novero dei paesi dell’Unione Europea.

Per loro la piena integrazione significherebbe più controlli interni ed esterni sugli affari, leggi chiare, sindacati veri, norme sulla sicurezza del lavoro e l’apertura del mercato interno oggi monopolio di pochi furbacchioni. Una iattura per i faccendieri intrallazzatori abituati a fare i propri comodi sganciando mazzette al politico o al giudice referente! Ma l’UE significa anche finanziamenti a pioggia su tutti i settori dell’economia: una nuova allettante opportunità per gli uomini d’affari moldavi costretti ad arricchire sfruttando solo le rimesse dei migranti. Per gli imprenditori moldavi è un dilemma non di poco conto!

Per la metà dei moldavi la UE non rappresenta una opportunità per risolvere i tanti problemi economici e sociali del paese, per l’altra metà Mosca è la soluzione più idonea per risolvere i problemi. Sono circa 600.000 i moldavi che lavorano in Russia e mandano dollari in patria, la stragrande maggioranza dei migranti. A casa degli ex tovarish trovano lavoro anche gli uomini, non soltanto le donne come accade per l’Europa. I moldavi si trovano più a loro agio in Russia, hanno lo stesso stile di vita, la stessa religione e non hanno problemi con la lingua. Non devono integrarsi in un paese con un usi e costumi diversi con una lingua da imparare come accade ad esempio con l’Italia.

Per il momento l’UE è molto lontana dalla sponda orientale del fiume Prut, il pericolo per i faccendieri moldavi non è imminente. I problemi da risolvere sono ancora troppi. I cento milioni di finanziamento promessi per le infrastrutture non arriveranno, anche se il governo attuale dice il contrario. Il motivo? Non si è fatto nulla per quanto riguarda i due problemi che gli europei considerano prioritari: corruzione e riforma della giustizia. I governanti moldavi che si sono succeduti in questi anni rinviano, temporeggiano, fanno finta di non capire. Peter Michalko, un paffutello signore slovacco Commissario UE in Moldova, è stato mandato apposta per controllare e riferire a Bruxelles, non è stato mandato certo per ballare la hora. Evidentemente il Michalko non trasmette buone notizie nei suoi rapporti. I milioni di euro che l’UE ha riversato nel paese negli anni scorsi solo in parte sono stati usati per migliorare il tenore di vita dei moldavi, buona parte di quei denari sono serviti per migliorare il tenore di vita dei soliti noti. La UE è stufa di finanziare i lavori di ampliamento di ville e incrementare il parco macchine di lusso circolante nel paese. Ancora oggi, nonostante i finanziamenti mirati della UE, molte strade fanno schifo e i bambini di molte scuole fanno la pipì in una cabina di legno puzzolente in giardino.

Nikita


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