Natale come dice la tradizione

by nikita


2017/12/27, 06:04



Il 25 Dicembre abbiamo celebrato il Natale secondo lo “stile nuovo” come dicono qui in Moldova, cioè secondo il “nuovo calendario”, quello gregoriano tanto per intenderci. Ma la Moldova è un paese a stragrande maggioranza ortodossa e riconosce per tradizione millenaria il calendario giuliano. Cioè celebra il Natale il 7 Gennaio e in tutte le sue ricorrenze religiose si basa sul calendario promulgato da Giulio Cesare circa duemila anni fa.

Fu Papa Gregorio XIII nel sedicesimo secolo a promulgare il calendario chiamato appunto “gregoriano”. Nel sedicesimo secolo, gli astronomi si accorsero che l’anno del calendario seguito fino ad allora era più corto di 11 minuti rispetto all’anno solare. Il Papa, per correggere l’errore, tolse tredici giorni dal calendario. Gli ortodossi, tanto per distinguersi dal Papa romano, hanno seguitato a rifarsi al calendario giuliano fregandosene di quei benedetti 11 minuti. Stando quindi a calcoli molto precisi che non sto a spiegare, il calendario ortodosso ( giuliano) si differenzia da quello cattolico (gregoriano) di tredici giorni. Ecco perché gli ortodossi celebrano il Natale di Gesù il 7 Gennaio e non il 25 Dicembre e festeggiano il Capodanno il 13 Gennaio.
Il 25 Dicembre qui in Moldova in pochi hanno celebrato il Natale. Solo lo sparuto gruppo di “rifugiati” di italiani e pochissimi altri hanno festeggiato la nascita di Gesù Bambino. Quest’anno la ricorrenza cadeva di lunedì, in molti sono andati al lavoro come un giorno qualsiasi. Difronte casa mia stanno costruendo un palazzone di dieci piani e il giorno di Natale hanno lavorato come se nulla fosse. Solo da qualche anno i politici hanno deciso di divenire “europei” festeggiando il Natale come nell’occidente cattolico. Qualche imprenditore, timidamente, ha concesso il giorno libero il 25 Dicembre.

A parte il discorso religioso, quello che vorrei mettere in evidenza è che le ricorrenze travalicano il credo religioso per approdare nell’identità, nello spirito di appartenenza, nelle tradizioni di un popolo. Non è certo scimmiottando l’occidente in tutto e per tutto che il popolo moldavo si sentirà più “europeo”. Oltretutto non è vero che Gesù Cristo è nato il 25 Dicembre e neanche il 7 Gennaio. Secondo il Vangelo di Luca quel giorno fatidico che avrebbe cambiato il mondo… “i pastori dormivano all’aperto per sorvegliare le greggi”. Mi sembra improbabile, e non solo a me ma al fior fiore degli storici, che alla fine di dicembre i pastori potessero dormire all’aperto. La data del 25 Dicembre è una data simbolica quindi ed è stata scelta nei tempi antichi dai romani perché segnava l’inizio delle celebrazioni per il solstizio d’inverno e le feste dei saturnali.
Cari amici moldavi celebrate il Natale nel giorno che volete ma senza rinunciare alle vostre tradizioni, ai vostri riti, con le “colinde” cantate di casa in casa, con i vostri piatti tradizionali. Tornate nei villaggi dove vi aspettano i vostri cari e vivete con loro quel giorno di festa al caldo della “soba” come avete sempre fatto. Non sarà certo festeggiando il Natale il 25 Dicembre che la Moldova si sentirà più “europea”, la sua gente si sentirà appartenente a quella comunità quando avrà un lavoro e un salario dignitoso che permetta loro di vivere in pace nel proprio paese.
Il 25 Dicembre hanno celebrato il Natale gli italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, tutta l’Europa e gran parte del mondo secondo le loro tradizioni. Mi auguro sinceramente che i moldavi faranno altrettanto come e quando vogliono.

Nikita


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