Orfani bianchi abbronzati

by nikita


2016/11/25, 06:08



images-1E’ a tutti noto che la grande maggioranza dei moldavi pensano di lasciare il loro paese per emigrare. I motivi sono sempre gli stessi da alcuni decenni a questa parte: mancanza di posti di lavoro, salari da fame, assoluta mancanza di prospettive per i figli, corruzione dilagante. Da almeno venti anni un milione di moldavi sono emigrati, la metà verso la Russia, il resto verso mete più lontane. In Italia si calcola che i moldavi sono intorno a duecentomila, nella maggior parte donne.

Donne che lasciano gli affetti più cari nel loro paese per garantire ai propri figli una vita più dignitosa. Si occupano principalmente di accudire persone anziane non autosufficienti con qualifiche di colf e badanti. Molte di loro hanno un ottimo grado di istruzione, spesso hanno in tasca una qualifica universitaria. Per una scelta di vita forzata, queste eroine moderne, si trovano catapultate in una realtà molto lontana dalla loro cultura. Una realtà non facile da accettare fatta di sacrifici e rinunce: quella più difficile da sopportare è la lontananza dai figli. Non per niente si calcola che non meno di centomila bambini in Moldova sono “orfani bianchi”, cioè “orfani” che hanno i genitori viventi ma emigrati. I migranti uomini invece sono impiegati in maggioranza nelle costruzioni.

In questi ultimi anni sta emergendo un’altra possibilià di lavoro per i moldavi desiderosi di emigrare: conducente di camion. Parlando con la gente ho scoperto che molti giovani moldavi stanno lasciando il paese per essere assunti in ditte di trasporti europee. I candidati all’emigrazione, prima di partire, frequentano la scuola guida in Moldova per conseguire la patente di tipo “C”; una volta raggiunta la meta all’estero, la patente sarà tradotta e validata. Il paesi europei in questione sono, per quanto mi è dato sapere, Portogallo, Spagna e Belgio.

Inutile dire che il mestiere di conducente di mezzi pesanti è uno dei più ingrati e massacranti che esistono, forse per questo vengono richiesti autisti-disperati disposti a paghe più basse e a vivere praticamente su un camion. Un bestione di 40-50 tonnellate non è certo facile da condurre se si pensa ai turni massacranti, guidare con la neve, ghiaccio e nebbia, le ragadi anali, il mal di schiena, emorroidi e obesità. A tutto questo bisogna aggiungere le migliaia di chilometri percorsi di notte lottando contro le intemperie, il sonno e la stanchezza, una lotta dove spesso è il sonno a prevalere. La possibilità di andare sfracellarsi con il camion contro un palo non è dei più remoti. Dalle note esposte sopra, ecco svelato l’arcano: perchè gli autisti moldavi trovano lavoro in Europa!

Conosco personalmente un moldavo che ha trovato lavoro come autista in Belgio, ebbene costui mi ha confidato che praticamente vive sul camion e dorme in cuccetta quando è in viaggio… e quando ha i turni di riposo. Non ha ritenuto necessario affittare un appartamento, visti i pochi giorni di riposo cha ha a disposizione. Invia regolarmente denaro ogni mese a una parente che accudisce i suoi due figli. I figli della’autista “belga” fanno parte a pieno titolo di quei centomila “orfani bianchi” di cui sopra visto che anche la moglie è emigrata per lavoro.

Il nostro amico autista per non sentire il rimorso che gli lacera l’anima, a suo figlio di 13 anni ha comprato di recente uno smartphone dei più costori e la scorsa estate, nella settimana di ferie, è andato con tutta la famigliola riunita in Grecia. Lui ha dormito finalmente in un letto e suoi due figli, seppur per una sola settimana, non si sono sentiti “orfani”, e nemmeno… “bianchi”. Si sono abbronzati al sole della Grecia.

Nikita


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