Passeggiando sotto la pioggia

by nikita


2014/12/11, 07:28



pioggiaIeri abbiamo fatto una puntatina in centro città. Di solito preferiamo rimanere nel nostro quartiere dove abbiamo tutto quello che ci serve: negozi, supermercati, bar, ristoranti e un bel viale dove fare quattro passi. E poi, da qualche anno, parcheggiare in centro è diventato un problema. Ma ieri dovevamo sbrigare degli affari e abbiamo derogato per un giorno dalle nostre abitudini.
Pioveva a dirotto, abbiamo parcheggiato l’auto con una certa sofferenza e ci siamo avviati per via Puskin. In macchina di solito abbiamo un solo ombrello, ci siamo abbracciati stretti io e mia moglie, non per altro, per riparaci dalla pioggia.
Mentre camminavano cercando di evitare le pozzanghere, avvertivo un certo disagio, un qualcosa che non riuscivo a capire. Pensa che ti ripensa, ad un certo punto ho capito cos’era: l’ombrello. Sì, proprio così, l’ombrello! Mentre dal cielo scendevano scrosci di pioggia ho notato che, in mezzo a tanti, noi eravamo i soli a ripararci sotto l’ombrello. Non proprio i soli, diciamo insieme a pochi altri. Tutti gli altri camminavano con nonchalance sotto la pioggia battente. Pochissimi avevano l’ombrello per ripararsi. Qualcuno aveva alzato il cappuccio della giubba ma la maggior parte procedeva come se fosse una bella giornata di primavera. Non ho visto un uomo con l’ombrello, i pochi in circolazione erano in mano a donne.
– Hai notato, qui nessuno si ripara sotto l’ombrello quando piove – dissi a mia moglie.
– Qua nessuno se ne frega di qualche goccia di pioggia! – mi fa lei con tono fiero e risoluto.
Pioveva a dirotto, la gente era fradicia dalla testa ai piedi, una pacchia per i virus! Quella di ieri non era una pioggia estiva, era ghiacciata, il termometro segnava due gradi.
Mentre camminavamo mi chiedevo del perché di questa strana abitudine. Forse la gente non comprava ombrelli perché troppo cari? Non credo, gli ombrelli cinesi costano pochi lei. Ho notato che i pochi ombrelli in circolazione erano di donne, forse i moldavi credono che sia un accessorio tipicamente femminile come il rossetto e il mascara? So che il “machismo” degli uomini moldavi non ha confini, ma non credo fino a questo punto.
A un certo punto ho lasciato a mia moglie l’ombrello e mi sono incamminato sotto la pioggia. Non volevo essere da meno degli altri, volevo sentirmi un vero macho moldavo anch’io. Ma…ssì, cosa vuoi che sia qualche goccia di pioggia!
Sono tornato a casa che ero zuppo dalla testa ai piedi, mia moglie mi ha preparato un thè caldo. Non mi sono messo a letto per pudore. Oggi ho un po’ di tosse.
E’ proprio vero, sono irrimediabilmente uno spaghettaro italiano.

Nikita


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