Pillole e condom

by nikita


2016/11/29, 05:18



nuntaIn Italia i ragazzi di 10-12 anni si sottopongono alla cerimonia della Prima Comunione: una tradizione cattolica rispettata dalla quasi totalità delle famiglie. E’ un rito quasi obbligato per tutti i credenti che esula dal mero rito religioso, rappresenta il passaggio dalla fanciullezza alla gravosa responsabilità del buon cattolico. Prima della data fatidica, il ragazzo viene “catechizzato”, cioè apprende le regole per divenire un buon cattolico. E’ una specie di iniziazione al mondo religioso.
Anche in Moldova esiste una sorta di cerimonia di iniziazione per i giovani, ma non alla vita religiosa, ma bensì alla società civile, un rito che sancisce per i giovani moldavi il passaggio dall’adolescenza alla maturità sociale: è quella del Primo Matrimonio. In Italia c’è la Prima Comunione, in Moldova il Primo Matrimonio.

In Moldova esiste una specie di tradizione, un’abitudine, una usanza, un vezzo, una mania, non si sa come diavolo chiamarla, di far sposare i giovani all’età di venti-ventidue anni, una tradizione alla quale è difficile sottrarsi. Giunti a quella “veneranda età”, le famiglie esercitano una pressione psicologica sui figli/e affinché si decidano a convolare a nozze con un ragazzo/a di pari età. Una ragazza/o che a ventidue anni non è sposata/o è una dolorosa eccezione, una anomalia sociale, una vergogna per la famiglia.
Alle ragazze/i moldavi non resta altra scelta che sposarsi il primo/a che capita a tiro, quasi sempre il primo amore adolescenziale, il compagno di banco del liceo o il ragazzo/a vicino/a di casa. Fin qui nulla di straordinario, in molti paesi vige l’usanza di sposarsi in tenera età, la Moldova non è un’eccezione. A mio parere i matrimoni in tenera età non sono poi una iattura dal punto di vista sociale, molto meglio dei matrimoni italiani sulle soglie della vecchiaia, ma è quello che ne consegue che mi lascia perplesso: dopo il matrimonio segue quasi sempre la nascita del primo figlio. Concepito dopo trenta secondi dalla cerimonia del matrimonio al più tardi!
Le implicazioni sociali di un figlio concepito in tenera età in una società fragile e problematica come quella moldava sono facilmente intuibili. Forse sarebbe opportuno anche per i giovani moldavi, alla stregua dei fanciulli italiani con il catechismo, un corso di “catechizzazione” prematrimoniale per apprendere le più elementari regole della pianificazione familiarecome i prodigi del condom e della pillola anticoncezionale.
Dopo il matrimonio organizzato con una sfavillante coreografia, i due ragazzi si ritrovano in giovanissima età a programmare una vita familiare con figlio a carico senza sapere bene cosa il futuro riserva loro, un futuro denso di incognite per mancanza di un reddito certo, con i problemi che la crescita di un figlio comporta. Quasi sempre i giovani sposi sono studenti senza una casa, senza un lavoro, imberbi sognatori sovrastati dalla dura realtà. Penseranno i suoceri al loro mantenimento, a crescere il nipotino, quel nipotino desiderato più dai suoceri che dai giovani sposi. Ai due giovani “casatoriti”, con gli ormoni che vanno a mille, non resta altro da fare che rotolarsi sul divano letto della sala da pranzo con la benedizione entusiastica dei genitori per la tradizione rispettata. Ma può durare nel tempo un menage del genere?
Secondo le più recenti statistiche, la Moldova è fra i primi paesi al mondo per tasso di disgregazione familiare causa divorzio, la percentuale di divorzi fra giovani coppie è altissima, devastante, tragica. I giovani moldavi si sposano con facilità e divorziano con altrettanta facilità. In tre giorni un giudice ben pagato sancisce la separazione. Dopo il divorzio la donna si ritrova a mantenere la prole e l’uomo diventa uccel di bosco, scompare, si dilegua. Il giovane papà, nella maggior parte dei casi, non rivedrà mai più il suo figliolo. Alla giovane madre spesso non resta altra scelta che emigrare per dare un futuro dignitoso alla prole. La tragedia si somma alla tragedia.
Nessuno si meraviglia quindi se in Moldova, alla veneranda età di 26-27 anni, ci sono donne senza marito ma con figli a carico già con una esperienza matrimoniale fallita alle spalle. In tutta questa storia, oltre alle donne, c’è una vittima predestinata, non devo certo mettere il punto di domanda per chiedere qual’è.

Nikita


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