Problemi di lingua

by nikita


2015/11/12, 05:40



russoIn una bella mattina di novembre passeggiavo con mia moglie in un viale vicino casa. Mentre la mia consorte guardava affascinata una vetrina, io bighellonavo là intorno annoiato. Mi si avvicina un vecchietto che si reggeva appoggiandosi a un bastone.
– Vremia… – mi fa indicandomi l’orologio che portavo al polso. Non conosco la lingua russa se non in poche espressioni, le più comuni, ma avevo capito che il vecchietto mi aveva chiesto l’ora.
– Doisprezece… – rispondo io in romeno. Le dodici in Italiano. Il mio orologio da polso segnava le dodici in punto. Ho risposto in romeno, una lingua che conosco abbastanza bene, che poi è la lingua ufficiale riconosciuta in Moldova, almeno, così è scritto nella Costituzione dal 2013. Una lingua che tutti i cittadini della Repubblica di Moldova dovrebbero conoscere.


Il vecchietto mi guarda con un’espressione terrorizzata – Dva?… – mi urla e si allontana claudicando in tutta fretta.
Per chi non la sapesse “dva” in russo significa due. Il mio attempato interlocutore, forse abituato a parlare in russo, anzi, senza forse, aveva scambiato quel “doi”, due in romeno, in “dva”, senza aver capito quel “sprezece” che seguiva che stava a indicare “dopo le dieci”. Era mezzogiorno in punto e lui aveva capito che erano le due. Il mio interlocutore aveva evidentemente un appuntamento con qualcuno e pensava di essere in grave ritardo. Ero tentato di rincorrerlo e spiegargli che erano le dodici e non le due del pomeriggio indicandogli l’orologio senza parlare.
Molte persone anziane in Moldova non portano l’orologio da polso, spesso mi capita di essere fermato di gente che mi chiede l’ora. Usano nel 90% dei casi il russo, io rispondo inevitabilmente in romeno. Qualcuno capisce, altri non capiscono un tubo e mi guardano con una strana espressione come voler dire…”ma da dove viene questo!”. Il difficile viene quando devo dire che sono le undici e quarantacinque o le dieci meno un quarto. Indicazioni stradali non ne do, è troppo complicato, preferisco un’alzata di spalle e essere preso per scemo.
Molti moldavi che hanno superato la sessantina non parlano la lingua romena neanche sotto tortura, sono cresciuti a pane e russo, ora è estremamente difficile convincerli a imparare un’altra lingua. La lingua romena è stata introdotta nella Costituzione al posto della “lingua moldava” che di fatto non esiste; si sono dimenticati però di farla entrare nella testa dei cittadini. Nel 2013 hanno cercato di mettere una toppa alla Costituzione per coprire un buco, visti i risultati, forse era meglio… lasciare il buco.

Nikita


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