Un appartamento superaffollato

by nikita


2016/08/25, 05:47



unioneSono passati appena un paio di anni da quando i moldavi si mettevano in fila fuori dall’Ambasciata romena per chiedere la cittadinanza. Avevano bisogno del passaporto romeno per poter viaggiare e lavorare in occidente. I romeni non frapponevano tanti ostacoli, anzi, un passaporto dei “fratzi nostri” era estremamente facile ottenerlo, bastava avere un parente cittadino romeno. Chi proprio non riusciva a trovarlo, un solerte funzionario dell’Ambasciata glielo forniva dietro pagamento di una mazzetta. All’epoca un passaporto dei cugini costava 1000 euro o, come accadeva sovente, se la richiedente era una bella figliola, pagava in natura. Alle famiglie numerose veniva praticato uno sconto speciale del tipo “ne prendi tre e ne paghi due”, con buona pace di tutti che sapevano del traffico ma si giravano dall’altra parte facendo finta di non vedere. Quando il fenomeno era diventato troppo evidente, ci sono stati scandali e articoli di giornali in proposito, alcuni funzionari romeni sono stati denunciati e rispediti nella madre patria.

Mentre gli intellettuali romeni e moldavi si davano da fare con simposi e conferenze per far accettare l’unirea ai più restii, negli uffici dell’Ambasciata romena a Chisinau andava in onda, all’insaputa di tutti, una “unirea fatta in casa”, una “annessione strisciante”, per la modica somma di 1000 euro. I romeni accontentavano così i numerosi fan della “Romania mare” diffondendo le cifre trionfali dei cugini di oltre Prut ansiosi di diventare loro concittadini e gli affaristi moldavi potevano rastrellare valuta pregiata inviata in patria dai “nuovi romeni”. Pare che nel corso di alcuni anni furono emessi non meno di 300.000 passaporti incassando una bella sommetta. In pratica i moldavi diventarono cittadini dell’UE con un evidente stratagemma non proprio gradito dai partner europei della Romania.

Alla consegna della documentazione per avere il passaporto i moldavi dovevano indicare obligatoriamente una residenza in Romania, una residenza fasulla ovviamente. Il costo complessivo del passaporto comprendeva anche una piccola somma da elargire come regalia a un cittadino romeno che abitava in qualche villaggio sperduto sulle montagne e convincerlo ad accogliere in casa, anche se per finta, un ospite sconosciuto. Il moldavo divenuto romeno si recava almeno una volta nella sua residenza fittizia e, dopo una breve visita, ripartiva non prima di aver lasciato degli effetti personali e riprova che effettivamente abitava in quella casa. Gli eventuali controlli, peraltro molto rari, accertavano senza dubbio alcuno che Igor, Andrei, Ivan o Tatiana abitavano in quel villaggio sperduto sulle montagne.

Un poliziotto romeno, fiutando l’affare, offrì dietro compenso il suo appartamento di 40 mq a Iasi come falsa residenza. In molti accettarono l’offerta e riportarono sui documenti l’indirizzo del poliziotto. Nei giorni scorsi ha destato scalpore la notizia che all’indirizzo del furbacchione risiedevano non meno di tremilaseicento persone! Tremilaseicento ammassati in un appartamento di 40 mq!

Secondo fonti giornalistiche l’imbroglio è stato scoperto in occasione delle elezioni locali che si sono tenute in Romania, sembrava strano alle autorità locali che tremilaseicento persone abitassero allo stesso indirizzo. Secondo altre fonti invece pare ci siano state delle proteste di alcuni di quelle migliaia di coabitanti perché trovavano il bagno sempre occupato.

Nikita


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