Una notte d’estate a Chisinau

by nikita


2013/08/23, 09:00



DSCN1900Non conosco la vita notturna di Chisinau, quella rutilante e frenetica dei locali alla moda, quella dei nottambuli after-hour o dei ritrovi più esclusivi, non saprei descrivervi quindi la movida notturna della capitale. Sono un vecchio ormai in pensione, non sono avvezzo a fare le ore piccole, alle 11.00 di sera sono già a nanna. Posso descrivere però quello che avviene con il calare della sera in quegli spazi verdi che abbondano in tutti i quartieri della capitale, quelle oasi di vegetazione incastonate fra i palazzoni ex sovietici, quelle “agorà” in versione moldava dove la gente si ritrova la sera dopo cena per scambiare due chiacchiere e godere del fresco serale. Luoghi che si animano unicamente d’estate, con le prime giornate di caldo, d’inverno le temperature troppo rigide non consentono di socializzare all’aria aperta. Quando l’afa serale comincia a farsi sentire, la gente esce timidamente dagli angusti appartamenti per sedersi su quelle panche rudimentali, per trascorrere così qualche ora di relax soprattutto dopo una giornata di intenso lavoro.

Nelle ore pomeridiane quegli spazi verdi sono occupati unicamente da bambini, per diverse ore si odono soltanto il loro vociare festoso impegnati nei loro giochi. Sul calare della sera i bambini vengono raggiunti dai loro genitori: dalle porte sgangherate dei condomini escono uomini e donne speranzosi di trovare un posto libero su quelle scomode panchine, per trascorrere qualche ora al fresco sotto le fronde dei sicomori. Le donne con le loro vestagliette colorate, gli uomini in canottiera e pantaloncini corti, si ritrovano per respirare aria pulita e fare due chiacchiere.

Gli uomini fanno una puntatina al negozietto di “alimentara” ancora aperto per prendere una birra ghiacciata, le donne agitano freneticamente i loro ventagli e si gustano un gelato “Plombir” sperando di trovare un po’ di refrigerio. Si chiacchiera dei soliti problemi: di lavoro, del costo della vita, i figli, i parenti emigrati. La luce non è molta, solo qualche raro lampione nascosto fra le fronde dei sicomori rischiara la notte.

Dopo qualche ora, uno ad uno tutti si ritirano, su tutti prevale il pensiero della sveglia dell’indomani per affrontare un nuovo giorno di lavoro. Gli spazi verdi diventano completamente deserti, illuminati tetramente dai fari di qualche sporadica auto di passaggio. Per qualche ora il silenzio regna sovrano interrotto dal frinire dei grilli. Fino a quando i cani, rimasti per lungo tempo a sonnecchiare nei loro anfratti, non prendono possesso del territorio. Quello spazio verde che fino a qualche ora prima era animato dalle chiacchiericcio dei condomini o dal vociare allegro dei bambini, diventa come una savana africana occupata da branchi di cani affamati alla ricerca di qualcosa da mangiare. Nella notte estiva di Chisinau si odono ora solo i loro latrati che si contendono qualche avanzo o le grazie di qualche cagna in calore. I bidoni dell’immondizia diventano un teatro di lotte cruente per contendersi gli avanzi da qualche sacchetto della spazzatura. Di tanto in tanto si ode lo scalpiccio frettoloso di qualche raro passante desideroso di raggiungere la sua abitazione al più presto sperando di sfuggire al branco di cani. La notte trascorre così, tra un latrato e l’altro, fino a che non comincia ad albeggiare.

Alle prime luci del nuovo giorno, i cani si ritirano a sonnecchiare nelle loro tane per lasciare il territorio ad altri, a nuovi protagonisti mattinieri. Le cornacchie, rimaste appollaiate per tutta la notte sui rami più alti degli alberi, sentono che è arrivato il loro turno, in un immaginario passaggio di consegne, il fastidioso latrato dei cani viene sostituito dall’ancor più sgradevole gracchiare delle cornacchie che annunciano a tutti che il nuovo giorno sta per nascere! Fra i palazzoni ex sovietici i primi raggi di sole si fanno a stento strada per illuminare il tetro paesaggio, qualche finestra si apre per far entrare l’aria fresca del mattino. I lavoratori più mattinieri escono dai buchi neri dei condomini per recarsi al lavoro salutati dal verso sgradevole degli uccellacci neri. Le porte dei garage improvvisati si aprono scricchiolando, si ode il borbottio di qualche motore che stenta a partire, qualche incauto automobilista aziona involontariamente l’allarme dell’antifurto per la gioia dell’intero vicinato.
A Chisinau comincia un nuovo giorno.

 

 Nikita 


Nesuno commento

Aggiungi commento:

You must be logged in to post a comment.